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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1444
SCICLI - 20/10/2009
Attualità - Scicli: dopo 19 anni è tutelata la Fornace Penna del Pisciotto

Vincolo monumentale per la "Mannara"

L’apposizione del vincolo era stata promossa dal movimento culturale Vitaliano Brancati già nel 1990, ma fino al 2004 il provvedimento di vincolo era stato notificato a uno solo dei vari coeredi della struttura Foto Corrierediragusa.it

Ci sono voluti 19 anni, ma alla fine tutti gli eredi della Fornace Penna (nella foto) di contrada Pisciotto a Sampieri, il cosiddetto ‘Stabilimento bruciato’, fabbrica di laterizi realizzata dall’ingegner Ignazio Emmolo nel 1912 e distrutta nella notte del 26 gennaio 1924 da un incendio forse doloso – hanno ricevuto la notifica del vincolo monumentale.

L’apposizione del vincolo era stata promossa dal movimento culturale Vitaliano Brancati già nel 1990, ma fino al 2004 il provvedimento di vincolo era stato notificato a uno solo dei vari coeredi della struttura. Ciò implicava che la Soprintendenza non avrebbe potuto effettuare una perizia di messa in sicurezza dell’edificio. La Sovrintendenza ha cercato di porre rimedio alla lacuna giuridica, ma la mancata notifica a uno solo dei proprietari, residente negli Stati Uniti, ha dato modo agli eredi Penna di opporsi al Tar e di vedersi dare ragione. È così ripartito l’iter, grazie al lavoro della Soprintendente Vera Greco, e questa volta il vincolo è stato notificato a tutti gli eredi dell’immobile. Di conseguenza, in caso di inerzia dei proprietari nell’operare la messa in sicurezza della Fornace, la Soprintendenza potrà agire in via sussidiaria e addebitarne il costo ai proprietari inadempienti.

La Fornace Penna, che era già stata vincolata quale esempio di ‘archeologia industriale’, gode dunque oggi di un numero di vincoli pari a quelli del Colosseo. Oltre al quello monumentale, anche quello paesaggistico, il divieto di costruire entro centocinquanta metri dal mare e il vincolo cinematografico apposto dall’ex assessore Fabio Granata alla ‘Mannara’ del commissario Montalbano. D’ora in avanti, pertanto, l’ipotesi di trasformare la Fornace resterà (almeno per un po’) solo tale. E in effetti era già stata avanzata la proposta di trasformare l’edificio in un albergo di lusso.

Nel 2003 Vittorio Sgarbi, che aveva definito la Fornace una ‘basilica laica’, si era detto non contrario, a patto di «trovare un progettista che riesca a salvaguardare l’identità del luogo e l’idea di un albergo, così come viene concepita oggi una struttura ricettiva» (intervista rilasciata a La Sicilia del 19.2.2003). Sgarbi citò la Birmania in cui era stato da poco e in cui avevano costruito «alberghi straordinari, che sono come dei templi, delle pagode bellissime». Osservò anche come non si può essere subito contrari a idee come quella di trasformare la Fornace in albergo, dato che residenze di papi e di re sono oggi uffici. Il problema è, appunto, trovare architetti dotati della giusta sensibilità e che non creino «cattedrali nel deserto». Una vera rarità, soprattutto oggi e soprattutto in provincia di Ragusa.