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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1045
SCICLI - 26/08/2009
Attualità - Da Pozzallo a Sampieri si susseguono le insidie per i bagnanti

Reflui, chiazze oleose e murene "assassine" nel mare ibleo

Nonostante le rassicurazioni del sindaco di Scicli gli sversamenti in acqua continuano, mentre una chiazza oleosa preoccupa i bagnanti della cittadina marinara. E un grosso pesce reagisce!
Foto CorrierediRagusa.it

Il sindaco rassicura i bagnanti ma i reflui continuano a finire in mare. A Sampieri è ancora allarme reflui dopo il secondo sversamento nel giro di tre giorni (nella foto). Dallo sbocco del lungomare attorno alle 20 di martedì i villeggianti hanno potuto notare per quasi un’ora un flusso di acque nere che è finito in mare lungo il solco tracciato già dallo sversamento di sabato scorso. Sono scattate subito le proteste e le segnalazioni; i villeggianti hanno telefonato a carabinieri, amministratori, capitaneria di porto, polizia.

Sul posto è arrivata una pattuglia della capitaneria di porto che ha redatto un verbale e fotografato i luoghi mentre i residenti hanno consegnato ai militari un campione d’acqua prelevato proprio sul luogo del «misfatto». Ieri mattina una decina di residenti si è poi recata nei locali della capitaneria a Pozzallo per presentare un esposto denuncia su quanto accaduto nel corso dei mesi di luglio a Sampieri.

Ben cinque sversamenti, quattro dallo scarico a mare ed uno da un tombino che hanno avvelenato, nel senso letterale e figurato del termine, l’estate di quanti hanno scelto Sampieri quale località per le ferie o per quanti vi risiedono abitualmente. Il problema reflui, nonostante l’entrata in funzione del depuratore non è risolto, e gli effetti negativi si verificano soprattutto nei giorni di punta. Gli amministratori tendono a sottovalutare il problema, a sorvolare, e a rassicurare nonostante l’evidenza di fatti che sono sotto gli occhi ed , ahimè, sotto il naso di tutti.

CHIAZZA OLEOSA AL LARGO DI POZZALLO
di Calogero Castaldo

Una chiazza oleosa e nera sta lambendo le coste della città di Pozzallo. Due prelievi, fatti in orari diversi, chiariranno maggiormente, in tempi brevi, se di liquami inquinanti si tratta. "Non si hanno ancora i risultati delle analisi effettuate sui campioni di acqua - spiegano dagli uffici della Capitaneria - che noi abbiamo inviato all’Arpa. Occorre attendere ancora qualche giorno".

La Capitaneria ha escluso, da un primo rilevamento effettuato, che, fra la chiazza oleosa e gli sversamenti di liquami di Sampieri, vi siano dei punti in comune.

Intanto anche palazzo La Pira, la sede municipale della città di Pozzallo, segue con attenzione i fatti accaduti nello specchio d’acqua marino di Santa Maria del Focallo. "Il Sindaco di Pozzallo – è scritto nella nota - segue con attenzione l’evolversi della situazione della macchia in mare che si avvicina alla costa comunale proveniente da est. In raccordo con la Capitaneria di Porto di Pozzallo sono stati effettuati due prelievi in orari diversi e si escluderebbe che si tratti di idrocarburi scaricati in mare da qualche cisterna per perdita o lavaggio di taniche e che si tratti altresì di residui fognari.

E’ pertanto probabile che potrebbe trattarsi dei residui di lavorazione di qualche palmento vinicolo o oleario, che si starebbe cercando di identificare. In ogni caso – prosegue la nota - è già positivo avere individuato la natura della macchia in mare e avere notevole probabilità che sarebbe scongiurato il temuto pericolo di inquinamento da idrocarburi".

UNA MURENA "ASSASSINA" FERISCE DUE PESCATORI
di Calogero Castaldo

Una murena di quasi cinque chili e lunga quasi un metro manda due pescatori di Pozzallo al Pte del comune rivierasco. È successo nella giornata di mercoledì, durante la solita battuta di pesca in barca, quando due pescatori hanno adocchiato il grosso pesce, pensando si trattasse di un gioco da ragazzi catturare la preda. Non era dello stesso avviso, invece, la murena, la quale, è bene ricordarlo, non attacca le persone, se non è provocata. Gli esperti sanno, infatti, che se non viene disturbata, la murena sta tranquilla in anguste fessure, fra gli scogli.

La vicenda, da quanto riferito, assume i contorni della farsa per via della dabbenaggine dei due pescatori. Una volta catturato, infatti, facendo uso anche della potente coda, il pesce ha prima morso uno dei due pescatori (lasciando i segni della dentatura in tre dita) e, nel tentativo di ritornare in acqua, ha «schiaffeggiato» con la coda l’altro pescatore, di poco aiuto, evidentemente, nelle operazioni di cattura.

Dolori lancinanti alle dita, quindi, e guancia quasi tumefatta sono stati i referti per i due pescatori, i quali, una volta perso il succulento pesce dalle carni delicate, hanno pensato bene di alzare bandiera bianca e di ritornare a riva. Grazie al supporto di una terza persona, i due pescatori sono stati successivamente accompagnati presso il presidio medico pozzallese, dove sono state effettuate le cure del caso (una volta disinfettata la ferita, sono stati applicati alcuni punti di sutura).

La murena è ritenuto un pericolo per il suo morso doloroso ed infettante. Per la cronaca, i due pescatori hanno asserito che torneranno, dopo un breve periodo di riposo, nello stesso posto dove sono stati aggrediti, pronti, hanno detto all’unisono, per riprendersi una sonora rivincita.