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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 817
SCICLI - 05/05/2009
Attualità - Scicli: il legale di Virgilio Giglio se la prende con la procura di Modica

La bonifica del casolare - canile fa arrabbiare l´avvocato

Francesco Riccotti: "Non è stata tenuta nella debita considerazione la piena volontà a collaborare con la giustizia manifestata dal mio assistito

La parziale bonifica disposta dalla procura ed effettuata ieri da tre ditte specializzate di Modica e Catania nel casolare – canile di Virgilio Giglio, ha fatto montare su tutte le furie Francesco Riccotti, avvocato di fiducia dello sciclitano. Il legale contesta la decisione della procura, «alla luce di una mia precisa istanza avanzata in tempo utile su questo aspetto della vicenda – tuona l’avvocato – e del tutto ignorata dalla procura».

In sostanza Riccotti sostiene che non è stata tenuta nella debita considerazione la piena volontà a collaborare con la giustizia manifestata dal suo assistito, arrestato lo scorso marzo per omicidio colposo, in ordine alla tragica vicenda dello sbranamento del piccolo Giuseppe Brafa. Il bimbo modicano di 10 anni era caduto vittima al Pisciotto, a pochi passi dalla casa dello sciclitano, di un branco di randagi, forse facenti parte di quelli che lo stesso Giglio teneva in casa, liberi di uscire quando volevano.

Dopo qualche giorno trascorso a Piano del Gesù, a Giglio furono concessi i domiciliari nella casa paterna, la cui richiesta di revoca è stata respinta dal gip del tribunale di Modica e dai giudici del riesame di Catania. Adesso si attende il pronunciamento della Cassazione.

Tornando alla parziale bonifica di ieri nel casolare – canile, sotto sequestro giudiziario, per procedere alla rimozione di rifiuti vari, comprese svariate ossa animali, sono stati tolti i sigilli in via temporanea. L’avvocato Riccotti ipotizza un disparità di trattamento della procura nei confronti del suo assistito.

«Non capisco – dichiara il legale – perché a Giglio deve essere smontata una tettoia di eternit, considerato materiale pericoloso e cancerogeno, e la stessa misura non debba essere presa per le altre abitazioni della zona e di quelle limitrofe, dove questo materiale risulta presente in egual misura. Non mi risulta chiaro perché debbano portare via l’accumulatore che il mio assistito – aggiunge Riccotti – utilizza per assicurarsi l’energia elettrica.

Ritengo quantomeno ingiusto e a dir poco paradossale che le bombole gpl che Giglio utilizzava per il riscaldamento e per la cucina siano catalogate come «materiale inquinante», costato al mio assistito una denuncia per reati ambientali. Ieri – prosegue Riccotti – non ho preso parte a queste operazioni in segno di protesta. Quando le ditte specializzate avranno terminato il loro lavoro, procederò ad un inventario di quanto è stato portato via e mi regolerò di conseguenza».