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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 758
SCICLI - 18/03/2009
Attualità - La tragedia di Giuseppe - Giovanni Venticinque precisa che il caso era stato segnalato

Il sindaco di Scicli: "Non siamo noi i responsabili, ma altri"

"Cosa hanno fatto la procura e la polizia giudiziaria da agosto? In queste settimane il numero dei cani si è più che raddoppiato". Intanto l’Oipa si oppone all’abbattimento delle bestie Foto Corrierediragusa.it

Riportiamo di seguito ed in versione integrale una nota del sindaco di Scicli Giovanni Venticinque (nella foto).

C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare. Dopo il primo episodio noi avevamo scelto il silenzio stringendoci attorno al dramma di una famiglia nella sofferenza. Dopo il secondo evento drammatico abbiamo scelto di raccontare i fatti, per fare chiarezza.

Questa è una tragedia che ci ammutolisce: davanti alla morte di un bambino di 10 anni, da padre, posso solo dire che è terribile. Di mattina ho sentito il bisogno di recarmi subito nei luoghi dove è avvenuto il triste episodio e mi sono trovato di fronte ad un altro fatto gravissimo. Ho visto un branco di animali che avevano aggredito una giovane e non ho potuto far altro che intervenire. E’ stata un’esperienza drammatica che, sono certo, mi accompagnerà per tutta la vita. Ho sentito, come uomo, subito la sensazione di impotenza.

Per i drammatici episodi accaduti ho sentito parlare di vittime del randagismo e purtroppo anche di una responsabilità consequenziale del comune.

Si tratta di notizie assolutamente false, anzi al contrario il comune si è mosso in ogni direzione consentita per prevenire la tragedia che si è verificata.

I cani in questione non sono randagi ma hanno un padrone, identificato l´estate scorsa proprio dalla polizia municipale a seguito di un´attività d´indagine che ha preso le mosse da alcune denunce presentate presso la stazione dei carabinieri di sampieri da turisti vittime di aggressioni.

Tale identificazione ha permesso ai carabinieri ed alla polizia municipale di effettuare un sequestro penale degli animali e da allora la competenza esclusiva sulla sorte di tali cani è passata alla magistratura, non potendo il comune invadere il campo istituzionale dell´autorità giudiziaria.

Non solo, aggiungo che il comune si è mosso anche nella direzione di attivare i servizi sociali subito dopo il sequestro penale delle forze dell´ordine (settembre 2008), inviando sul posto un assistente sociale, il cui verbale è stato trasmesso all’autorità giudiziaria.

Essere sindaco di questo paese mi carica di ulteriori responsabilità e ci spinge, come amministrazione, ad attivarci nell’ambito delle nostre competenze, per poterne garantire la sicurezza.


«Non è nostra la responsabilità della tragedia. La mia amministrazione, già dalla scorsa estate, aveva segnalato la situazione alla procura. Ma nessuno ha mai mosso un dito per indurre «il mecenate dei cani» a controllarli». Non le manda a dire il sindaco del comune di Scicli Giovanni Venticinque, nel cui territorio ricade buona parte di contrada Ciarciolo, tra Marina di Modica e Sampieri, dove i cani hanno sbranato vivo il piccolo Giuseppe.

«Le responsabilità – incalza Venticinque – non stanno qua, ma più in alto. Cosa ha fatto in tutti questi mesi la polizia giudiziaria? A quanto mi consta, se lo scorso agosto i cani erano una ventina al massimo, nelle ultime serrimane il numero era più che raddoppiato: almeno una cinquantina. E mi preme precisare un dato di fatto: non ci troviamo dinanzi al fenomeno del randagismo. Questo è un caso tutto particolare, che, lo ribadisco, era già stato segnalato alla procura. Tutti sapevamo che Virgilio Giglio, al quale la stessa procura aveva affidato gli animali in custodia giudiziale, era un tipo particolare, e doveva essere tenuto sotto controllo, come i cani ai quali badava. Ma non spettava a noi farlo».

Per quanto riguarda il fenomeno randagismo, Venticinque non si tira indietro: «La notte i cani scendono fino in centro. Sono al corrente di questa situazione e, come ente, nei limiti delle nostre possibilità ci stiamo attrezzando per sterilizzare le cagne, nonché per attrezzare un canile «di fortuna» in un terreno di proprietà comunale. Ma i fondi sono inesistenti e il comune fa quello che può. Ci vogliono – conclude Venticinque – leggi nuove per arginare il randagismo, una problematica comune a tutta la nazione. E, lo ripeto, la tragedia del piccolo Giuseppe è scaturita da una circostanza a sé stante, che non c’entra nulla con il randagismo. Chi doveva vigilare non l’ha fatto».


LA CATTURA DEI RANDAGI IN UN CONTESTO DI SQUALLORE E SUDICIUME. I CANI SARANNO ABBATTUTI, MA L’OIPA E LA LAV INSORGONO

I Carabinieri hanno supervisionato le operazioni di cattura dei cani randagi, a cura di personale specializzato. Il casolare dove viveva Virgilio Giglio era un ricettacolo di sudiciume. Carcasse di cani morti, rifiuti, ossa di altri animali. E i cani, quelli ancora in libertà, tutti di colore nero, si aggiravano minacciosi nei pressi, con la coda all’insù e con i denti digrignati, pronti ad attaccare. Gli animali sono stati condotti in una struttura sicura, in attesa che la procura decida quanto dovranno essere abbattuti. Ma le associazioni ambientaliste già insorgono contro questa eventualità.

Secondo la delegata provinciale Oipa (Organizzazione italiana protezione animali) è «Una tragedia annunciata quella della morte del piccolo Giuseppe, per la quale ci uniamo al cordoglio della famiglia e della città. Sono anni – scrive la Raffa – che l’Oipa parla delle inadempienze dei comuni, che non hanno stipulato una convenzione con uno dei due canili del territorio, né tantomeno si sono dotati di un canile sanitario comunale, come dovrebbe invece essere per legge. Sono anni – aggiunge la Raffa – che l’Oipa predica le sterilizzazioni delle cagne. La verità è una sola, i sindaci sono inadempienti, perché la legge li obbliga a convenzionarsi con una struttura idonea per i cani, qualora non dispongano di un canile sanitario comunale.

Ma i debiti accumulati dagli enti con le due realtà presenti sul territorio, la «Dog professional» e la «Cooperativa Maya» – conclude la Raffa – hanno indotto i responsabili a sospendere il servizio». Il concetto è stato sostanzialmente ribadito dal responsabile provinciale della Lav (lega anti vivisezione) Biagio Battaglia.

E’ un residente infine a spezzare infine una lancia in favore di Virgilio Giglio: «faceva quello che poteva con il poco di cui disponeva. Virgilio era un volontario, si era sostituito alle istituzioni inadempienti, accollandosi i loro doveri. Non doveva finire così».


IL SINDACO DI RAGUSA NELLO DIPASQUALE STIGMATIZZA LE DICHIARAZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE FRANCESCA MARTINI

La tragedia di Giuseppe ha fatto registrare l´intervento del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, intervento non condiviso dal sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, che così ribatte:

«Leggo con rammarico la nota del Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini che accusa i sindaci del Centro sud e della mia provincia e parla della necessità di attuare investimenti in materia di randagismo. Qualsiasi dichiarazione fatta all´indomani di un episodio che ci addolora tutti, imporrebbe il silenzio piuttosto che esternazioni dettate da un´onda emotiva».

«Non voglio assolutamente pensare che il Sottosegretario, facendo riferimento ai sindaci del sud ed essendo lei una appartenente alla Lega Nord, si sia lasciata condizionare da atteggiamenti antimeridionalisti che mortificherebbero noi primi cittadini sempre più impegnati a portare avanti progetti di crescita e sviluppo delle comunità che amministriamo. Su questo sono sicuro di sbagliarmi ma, sulla inopportunità della dichiarazione del sottosegretario Martini, ne sono certo».

«Siamo stanchi di vederci scaricare dal Governo centrale sempre maggiori oneri e servizi, senza di contro trovare uno Stato che invece di aiutarci taglia risorse. Se il Sottosegretario vuole dare un contributo ai sindaci deve piuttosto impegnarsi a farci avere degli stanziamenti. E´ troppo semplice starsene seduti in Parlamento e scaricare responsabilità su uomini che si trovano quotidianamente in trincea e che non hanno risorse per garantire servizi essenziali. Il Comune che amministro non opera sprechi e può considerarsi virtuoso, capace, nonostante tutto, di garantire servizi al territorio compresi quelli per la lotta al randagismo».

«Invito comunque i Presidenti nazionale e regionale dell´Anci - conclude Dipasquale - a stigmatizzare con altrettanta forza un atteggiamento demagogico come quello mostrato dal sottosegretario, rappresentante di un Governo che non può e non dovrebbe permettersi di attaccare ingiustamente istituzioni che ogni giorno sono impegnate a lavorare per servire la comunità amministrata».