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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 841
SCICLI - 10/09/2016
Attualità - Le associazioni "Primo Maggio" e Anziani Iungi coinvolti nel’iniziativa

Jungi: verde pulito con volontari e operatori scolastici

Il dirigente dell’istituto "Cataudella" e della "Don Milani" ha coinvolto la comunità. Via sterpaglie e erbacce Foto Corrierediragusa.it

Dove non arriva l’ente locale ci pensano volontari, studenti e collaboratori. E’ successo a Jungi nella zona dove insistono l’istituto comprensivo Don Milani e l’istituto superiore «Cataudella». Da tempo scerbatura e manutenzione del verde sono sconosciute da queste parti ed allora il dirigente scolastico insieme ai giovanni dell’Associazione Primo Maggio e l’Associazione Anziani Jungi non si sono persi d’animo ed hanno cominciato a darci sotto. Si sono muniti di zappe, forbici, palette, scale e cesoie ed hanno cominciato a ripulire aiuole, a potare gli alberi ed a rendere tutta la zona circostante gli edifici più vivibile e decorosa.

Dice il dirigente del «Cataudella» Enzo Giannone: "A chi sostiene, anche giustamente, che questi interventi dovrebbe farli l’ente locale, dico che comunque la scuola è un bene pubblico e se l’ente locale, non da ora ma da anni e anni, non è intervenuto in maniera adeguata, anche per problemi di risorse e/o ricerca delle stesse, non si può stare con le mani nelle mani e assistere al degrado progressivo degli edifici scolastici. La creazione di una rete di solidarietà sociale intorno alle scuole e la capacità delle stesse di procurarsi finanziamenti europei per l’ammodernamento delle strutture, sono le due direzioni lungo le quali bisogna agire. Smettendola di fare i piagnoni, lamentarsi, accusare altri, chiedere soltanto: è necessario un cambiamento di prospettiva, anche culturale. Introdurre sempre più una cultura del fare contribuisce poi alla crescita complessiva della comunità. Un sentito ringraziamento agli amici di Jungi, ai tecnici dell’Istituto tecnico agrario e ai collaboratori scolastici della "Don Milani".

Ora sarebbe appena il caso che l’esempio di Jungi sia seguito anche da altre zone della città ma soprattutto venga raccolto il messaggio che insieme, con le proprie forze e soprattutto tanta buona volontà, si può fare.