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SCICLI - 23/07/2016
Attualità - Il legale medita ora di chiedere il risarcimento danni alla Regione

Accolto dal Tar di Catania il ricorso della Acif su lavori impianto Cuturi

L’on Dipasquale rilancia: nuovo decreto di sospensione in arrivo. Per la Ferreri "Governo Crocetta incompetente" Foto Corrierediragusa.it

Il tribunale regionale amministrativo di Catania ha accolto il ricorso dell’Acif per l’ampliamento di trattamento di rifiuti di contrada Cuturi. Il Tar ha quindi bocciato il provvedimento assessoriale e la valutazione ambientale per vizio di forma, dal momento che gli atti erano privi della motivazione e della durata dei termini di sospensione. Il legale dell’Acif medita ora di chiedere il risarcimento danni alla Regione, a seguito dell’annullamento della sospensione. L’intero territorio sciclitano, sostenuto da associazioni, enti, organismi ed esponenti politici, in primis l’on Nello Dipasquale, si era mobilitato per impedire l’avvio dei lavori di ampliamento della struttura, che si occupa della trasformazione dei rifiuti pericolosi. Sempre secondo il legale dell’Acif, qualcuno starebbe cavalcando l’onda per ingenerare una ingiustificata preoccupazione, dal momento che il trattamento dei rifiuti avviene in assoluta sicurezza. Nelle prossime ore sarà emesso un nuovo decreto di sospensione dei lavori in attesa del decreto definitivo di revoca, come sostenuto dallo stesso on Dipasquale, il quale raccomanda agli sciclitani di stare tranquilli.

Il braccio di ferro tra istituzioni e Acif quindi continua, al di là dei cavilli burocratici che hanno portato a questo inatteso passaggio. Ma resta il nodo di chi, alla Regione, abbia a suo tempo concesso quelle autorizzazioni di cui l’Acif è comunque in possesso per avviare i lavori di ampliamento della struttura di contrada Cuturi. Un passaggio fondamentale sul quale non si è mai fatta piena chiarezza.

FERRERI: "GOVERNO CROCETTA INCOMPETENTE"
«La vicenda dell´ampliamento dell´impianto di gestione dei rifiuti di contrada Cuturi, a Scicli, passerà alla storia come testimonianza dell´incompetenza e dell´inadeguatezza del governo Crocetta e dei dirigenti che gli girano intorno»: è durissimo l´affondo della deputata iblea del M5S all´Ars Vanessa Ferreri, che così commenta la recentissima sentenza del Tar di Catania che, accogliendo il ricorso della società Acif, ha sospeso il decreto dell´assessore all´ambiente della Regione Siciliana dello scorso maggio, con il quale, sospendeva le autorizzazioni di compatibilità ambientale sul progetto di ampliamento della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi.

«Grazie al nostro intervento, all´indomani dei provvedimenti di autorizzazione all´impianto concessi dal governo, - continua Ferreri - è venuto fuori come questi fossero viziati dalla mancanza in toto del parere favorevole dell´Arpa di Ragusa. Anzi, cosa ben più grave, si è cercato di camuffare una mera richiesta di chiarimenti dell´Arpa in parere favorevole. Un abuso che ha poi denunciato l´Arpa stessa», commenta Vanessa Ferreri.

«Proprio per questo motivo, nella scorse settimane ho scritto al presidente della Regione Crocetta, affinché tale grave «svista» da parte dei Dirigenti responsabili e firmatari delle autorizzazioni non venga considerata un mero errore frutto di superficialità, stante la rilevanza dell´atto che avrebbe dato il via all´impianto di gestione dei rifiuti, e avrebbe avuto ricadute significative sull´intero territorio di Scicli. Pertanto, – va avanti la parlamentare Cinquestelle - ho richiesto formalmente che vengano avviate le procedure per responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare ex art. 21 del D.Lgs. n. 165/2001, nonché ogni altro provvedimento opportuno, compresa la rimozione o la risoluzione del contratto individuale di lavoro dei due Dirigenti responsabili, non solo per inadempimento agli obblighi contrattuali sanciti nei loro contratti, ma anche per il danno all´immagine arrecato alla Pubblica Amministrazione della Regione».

«Oggi apprendo che anche il provvedimento di sospensione delle autorizzazioni, secondo quanto affermato dai giudici amministrativi, è risultato gravemente viziato per un´altra svista procedurale, un banalissimo errore: la mancanza dell´indicazione del termine di durata della interruzione. Un altro fulgido esempio della superficialità e della sprovvedutezza con le quali questo Governo e i suoi burocrati, lautamente stipendiati e «premiati» per la loro produttività, si prendono cura degli interessi dei cittadini».

«Non si perda più tempo e si ponga fine il prima possibile a questa tragicomica vicenda adottando subito il provvedimento di revoca, nella speranza che ci sia qualcuno, tra i funzionari e i dirigenti della Regione, in gradi di redigerlo correttamente», conclude la deputata Ferreri.