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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 942
SCICLI - 26/04/2016
Attualità - Il commissario prefettizio si alza e se ne va

"Bella ciao" poco gradita a qualcuno dopo 70 anni!

La cerimonia in piazza Italia con il "fuori programma" Foto Corrierediragusa.it

È la canzone per eccellenza di un periodo, di un momento storico, che spesso si tende a dimenticare e che invece è la base di tutta la nostra civiltà contemporanea. "Bella ciao" ha conservato il suo significato, tramandata come un testamento, come consuetudine.L’anno di diffusione del canto è segnato da un evento del 1947: «Canzoni Mondiali per la Gioventù e per la Pace» un raduno a Praga. Qui molti partigiani emiliani si recarono come rappresentati dell’Italia nuova e diffusero il brano come stemma della Liberazione. Fu tradotta in tutte le lingue.È un canto contro l’invasore, un canto della Resistenza e profondamente antifascista. Non è un canto di guerra ma un canto che riporta alla visione umana di una vicenda che di umano aveva ben poco. Per anni le diatribe sul chi avesse composto il testo e la melodia hanno portato a voci che volevano fra gli autori Enzo Biagi. Eppure Antonietta D’Aquino, uno dei tre commissari che gestiscono il comune di Scicli, sciolto lo scorso anno per infiltrazioni mafiose, non ha gradito la scelta degli organizzatori che appena finito di cantare l’inno di Mameli,immediatamente dopo hanno intonato «Bella ciao». Ma la scelta dei partecipanti alle celebrazioni della festa della Liberazione non va giù alla commissaria prefettizia che abbandona la cerimonia, insieme al suo seguito. D’Aquino, figlia dell’ex sottosegretario all’Interno, Saverio, nei governi Andreotti, Amato e Ciampi, è una dei viceprefetti di Messina.

La cerimonia in piazza Italia per la celebrazione del 25 aprile, davanti al ceppo realizzato dall’amministrazione comunale di Scicli nel 2008 per gli eroi della Resistenza, era senza alcuna banda e così quando i partecipanti hanno intonato la canzone «Bella ciao», D’Aquino, non considerandola consona ai canoni istituzionali, ha preferito lasciare la piazza. Gli organizzatori sostengono che è tradizione a Scicli cantare la canzone dei partigiani durante la manifestazione del 25 aprile. Una decisione che, però, la commissaria prefettizia non ha ritenuto opportuna.Un atteggiamento che, però, i rappresentanti dell’Associazione nazionale partigiani e dei militari in congedo non hanno gradito.