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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1521
SCICLI - 23/04/2016
Attualità - La ferma protesta per la salvaguardia del territorio

In centinaia contro piattaforma rifiuti

Se ne parlerà martedì a Palermo con il presidente della Regione Foto Corrierediragusa.it

Circa 500 persone hanno dato vita ieri sera ad un raduno per dire no all’insediamento della piattaforma di trattamento rifiuti in contrada Cuturi (foto). Le associazioni e i movimenti promotori si sono ritrovati presso la chiesa di S. Michele e si sono diretti fin sotto il palazzo comunale dove alcuni rappresentanti, tra cui Iurato, Guglielmo e Giovani Pellegrino hanno illustrato lo stato delle cose alla luce dei dati emersi dalle documentazioni ufficiali, dei dibattiti, del confronto con i rappresentanti istituzionali. La ferma protesta per la salvaguardia del territorio viene dal basso, ha scavalcato i partiti e chiede ora loro conto e ragione. Se ne parlerà martedì a Palermo con il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e il giorno dopo associazioni e movimenti sono pronti a ritrovarsi per cominciare ai cittadini gli esiti dell’incontro. Intanto si pensa ad un ricorso al tar per bloccare l’iter del progetto della Acif, il cui titolare, Giovanni Fiorilla, si è rivolto direttamente ai suoi concittadini per fare chiarezza in un dibattito che si intreccia anche con paure diffuse, con convenienze politiche e personalismi. La Acif mette sul tavolo le autorizzazioni rilasciate dagli organismi deputati e ricorda che tutte le informazioni sui criteri e metodi di trattamento dei rifiuti, in particolare le modalità che consentono di recuperare acqua da destinare ad uso irriguo ed industriale a partire da determinate categorie di rifiuto sono state fornite in varie sedi, compresa l’assemblea pubblica promossa da Start Scicli.

Dice ancora Giovanni Fiorilla: «In merito alla pericolosità del rifiuto, il termine non deve essere considerato in modo negativo e allarmistico. Molti prodotti acquistati dalle famiglie al supermercato sono considerati pericolosi ad esempio ammoniaca, varechina candeggina, concimi per le piante, diserbanti per il prato, riportano nelle etichette la classificazione di pericoloso e tossico con conseguente classificazione dello scarto come rifiuto pericoloso. La pericolosità e tossicità per l’uomo si possono manifestare solo a seguito di inalazione, ingestione, contatto non protetto prolungato. Ne consegue che il rischio diretto per la cittadinanza è estremamente basso per tali forme di contatto. La piattaforma consentirà di gestire una serie di scarti che attualmente non sono intercettati e gestiti, come ad esempio amianto, gli ingombranti e l’indifferenziato. La piattaforma per la gestione dei rifiuti costituirà punto d’interesse e di riferimento per le attività economiche sia pubbliche che private». La Acif si è dichiarata tra l’altro disponibile ad attuare tutte e azioni che possono interagire con il territorio.

Il progetto di ampliamento della piattaforma è diventato tuttavia anche oggetto di confronto con la commissione straordinaria, che da qualche parte è ritenuta responsabile di avere sottovalutato la questione. Uno dei commissari, Gaetano D’Erba, ha tuttavia precisato che: «L’autorizzazione per contrada Cuturi non ha visto alcun coinvolgimento da parte nostra. Non abbiamo espresso alcun genere di parere ma stiamo procedendo a fare le necessarie verifiche sia di ordine procedurale sia di ordine tecnico. Gli organi sovraordinati, di cui è la competenza, devono verificare le possibili influenze che questo fatto avrà sul territorio. Ci troviamo di fronte ad un iter che abbiamo trovato già avviato ampiamente per non dire definito, non abbiamo alcun limite alla trasparenza. Il Pd dal suo canto, mentre plaude all’incontro con il presidente Crocetta, lancia stoccate ai commissari e al loro modo di intendere il rapporto con la città, in questo come in altri casi: «Dobbiamo rilevare come i Commissari Straordinari non abbiano avuto la medesima solerzia del Presidente Crocetta nell’incontrare i cittadini , la cui richiesta d’incontro con i massimi rappresentanti cittadini rimane ancora inevasa nei cassetti del Palazzo comunale dopo quasi quindici giorni dall’avvenuta presentazione. Per tali motivi, riteniamo opportuno che anche i Commissari assumano un atteggiamento più aperto e collaborativo nei confronti della comunità che rappresentano, al fine di verificare termini e modalità attraverso cui è possibile porre rimedio ad una vicenda che sta determinando grande apprensione in città».

Anche Vanessa Ferreri, parlamentare regionale M5S, è intervenuta nel dibattito e si dice poco convinta: «Prima di prendere qualsiasi posizione in meritoè nostra buona abitudine studiare le carte. Abbiamo fatto delle richieste di accesso agli atti, ed effettivamente alcune cose ci fanno nascere forti perplessità.In primo luogo colpisce la dimensione spropositata dell´impianto, che avrà una capacità giornaliera di 800 tonnellate, una capacità massima annua di trattamento rifiuti non pericolosi di 85 mila tonnellate e pericolosi di 115 mila tonnellate. «Perché costruire un impianto del genere quando non c´è la disponibilità nella zona o nei dintorni di simili quantità di rifiuti? Da dove verranno questi flussi? Non abbiamo avuto ancora alcun riscontro».