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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1398
SCICLI - 20/04/2016
Attualità - Assemblee pubbliche ed incontri testimoniano la preoccupazione della città

Impianto contrada Cuturi tra proteste, veleni e silenzi

I parlamentari regionali hanno avuto mandato di approfondire le modalità del rilascio delle autorizzazioni Foto Corrierediragusa.it

Incontri continui. Il caso del centro di stoccaggio di contrada Cuturi tiene vivo il dibattito in città. Il futuro di Truncafila, la nuova piattaforma di Cuturi sono gli argomenti che coinvolgono l’opinione pubblica che cerca di capire quali ripercussioni potrebbero esserci tra per la vita della città da insediamenti perlomeno controversi. Nel giro di pochi giorni il movimento Start Scicli ha avviato un confronto, hanno continuato un gruppo di associazioni, ha concluso l’assemblea del Pd. Unico comune denominatore il no al centro che la ACIF vuole realizzare ingrandendo quello attualmente esistente. I movimenti di base si sono sentiti scavalcati e tenuti poco o niente in considerazione per una decisione importante che attiene lo sviluppo della città e la salvaguardia del territorio. Contrada Cuturi viene ritenuta «non idonea» ad un simile impianto sia da un punto di vista di impatto ambientale sia da un punto di vista urbanistico perché in quell’area il traffico di mezzi pesanti aumenterebbe notevolmente con il rischio di possibili incidenti che provocherebbero enormi danni al territorio.

Antonio Colella, tecnico della ACIF, presente all’incontro al mulino San Nicolò per l’assemblea di Start Scicli (foto) ha cercato di essere convincente: «impianti di questo genere, con questo scopo e con questa finalità non sono i primi né in Italia né in Europa e sono a supporto totale della gestione dei rifiuti sia dal punto di vista urbano sia da quello industriale. In Sicilia ci sono territori magnifici devastati però da situazioni di cava e di discarica che invece con impianti di questo genere potrebbero essere gestiti in maniera totalmente diversa. Comprendo che la cittadinanza sia legittimante preoccupata da un’azione di questo genere ma vi posso garantire che nel mio lavoro abbiamo cercato di impegnare le migliori risorse in termini progettuali, tecnologici e d’avanguardia al fine di fornire una piattaforma che sia oggi una previsione per il futuro per la problematica gestionale dei rifiuti. La concertazione con l’A.R.P.A di Ragusa per quanto riguarda l’organizzazione del piano di monitoraggio e controllo è stata fatta a quattro mani proprio perché la ditta A.ci.f. vuole essere assolutamente trasparente nella possibilità che gli enti preposti al controllo possano essere presenti all’impianto e quindi verificare la corretta funzionalità dei sistemi e delle emissioni che potrebbero esserci all’interno». I deputati regionali del Pd, Digiacomo e Dipasquale, hanno avuto mandato di approfondire modalità e tempi del rilascio dell’autorizzazione da parte dell’assessorato all’Ambiente.