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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 689
SCICLI - 21/03/2016
Attualità - Rigettato il ricorso dei 13 ex consiglieri comunali

Per il Tar del Lazio il consiglio di Scicli resta sciolto

Si puntava alla revoca della delibera del Consiglio dei Ministri che ha sciolto il consiglio per infiltrazioni mafiose Foto Corrierediragusa.it

La prima sezione del Tar del Lazio ha rigettato il ricorso dei 13 ex consiglieri comunali di Scicli teso alla revoca della delibera del Consiglio dei Ministri che ha sciolto il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Il presidente della prima sezione Carmine Volpe ha ritenuto che il provvedimento del Consiglio dei ministri del 29 aprile dello scorso anno «non solo ha correttamente individuato la sussistenza dei presupposti di fatto che legittimano l’adozione del provvedimento ma ha pure, con argomentazione logica e congruente, evidenziato la sussistenza di una significativa rete di collegamenti e vicinanze, dalla quale si è logicamente inferita l’esistenza del condizionamento». Per i magistrati del Tar, insomma il contesto ambientale politico-amministrativo a Scicli ha una sua sussistenza e pur se il ricorso, scrive il presidente Volpe «fa emergere l’esistenza di alcune inesattezze, non si elidono i profili di forte e decisa valenza rivelatrice dei collegamenti esistenti tra gli amministratori locali e la criminalità organizzata e dei conseguenti condizionamenti che gli stessi palesemente manifestano». Cadono così tutte le eccezioni che i legali dei tredici ricorrenti, Gaetano Armao e Bartolo Iacono, avevano avanzato chiedendo l’annullamento del provvedimento di scioglimento. Anzi i ricorrenti sono stati condannati pure a pagare 3 mila euro di spese processuali. Molto articolata la sentenza che passa poi in esame alcuni specifici argomenti come l’affidamento dell’appalto della nettezza urbana.

Scrivono i magistrati del Tar: «Risulta che, in tempo successivo alle elezioni del 2012, sono stati adottati dei provvedimenti di proroga dei contratti con la ditta, uno dei quali ha pure comportato, in assenza di gara, l’ampliamento dell’oggetto dell’originario affidamento. Le proroghe, inoltre, sono state disposte a messo di ordinanze sindacali di necessità e d’urgenza sulla base di circolari risalenti della Regione e in violazione degli atti di indirizzo sopravvenuti».

I giudici evidenziano poi «numerose irregolarità amministrative riscontrate e riportate nella relazione della commissione d’accesso, che sebbene singolarmente prive di una particolare valenza probatoria, acquistano concretezza ed univocità laddove valutate nel loro complesso e alla luce del contesto ambientale nel quale si inscrivono». Gaetano Armao ha definito la sentenza «claudicante e contraddittoria» mentre Marco Causarano, uno dei promotori del ricorso, non esclude che si possa presentare appello. Rimangono tuttavia due certezze. Che il decreto di scioglimento ha avuto solide basi e ragion d’essere e che a Scicli non si voterà quest’anno. I commissari resteranno in carica fino al 2017 e poi si potrà cominciare a parlare di ripristino delle condizioni democratiche negli organismi istituzionali.