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SCICLI - 15/08/2008
Attualità - Scicli - Perchè la frazione sciclitana attrae più di Marina di Modica?

Quando i modicani colonizzano Sampieri

Un breve excursus sulla storia dell’antica "Apolline" Foto Corrierediragusa.it

I siciliani (e in genere i meridionali e gli italiani), se assistiti da redditi adeguati, sono soliti avere la casa in città e la casa a mare o in campagna o in montagna, insomma la casa di villeggiatura. Al di là del fatto che oggi i soldi scarseggino e i cartelli «vendesi» o «affittasi» siano in aumento, esiste una tradizione secondo cui i modicani, più che a Marina di Modica, si riversano nel mare di Sampieri.

Questo piccolo borgo fa parte del territorio di Scicli, ma è considerato la località di villeggiatura classica dei modicani, tant’è che di solito le premure del Comune di Scicli si concentrano su Cava d’Aliga. Anche l’attrice Valeria Solarino, nata a El Morro de Barcelona in Venezuela da genitori modicani e vissuta a Modica nei suoi primi quattro anni, dice di preferire Sampieri.

Perché Sampieri è stata appaltata ai modicani? Dista 12 km da Scicli e 22 km da Modica, e negli ultimi anni accade perfino che i modicani con casa a Marina di Modica vadano a Sampieri a fare il bagno o a trascorrere la serata al Pata Pata. Non molto tempo fa alcuni ragazzi, per denunciare il disinteresse dell’amministrazione comunale nei confronti di Marina di Modica, misero sul palco di piazza Mediterraneo una bara di cartone con due lumini accesi e un manifesto mortuario con su scritto «Questa notte, dopo anni di agonia, si è spenta la cara esistenza della Signora Marina di Modica. Ne danno il triste annuncio i giovani e i residenti tutti».

Alcuni dicono che Sampieri risale addirittura al VI secolo a.C., citata come ?Apolline’ (dal tempio di Apollo, che forse sorgeva su punta ?Pizziddu’). Forse è la ?Marsa Siklah’ (porto di Scicli) indicata dai geografi arabi. Forse vi sbarcò San Paolo proveniente da Malta. Oggi il suo ?stabilimento bruciato’, ossia la Fornace Penna, fa bella mostra di sé nei libri sui ?luoghi di Montalbano’. E dire che c’è l’idea di trasformare la Fornace ? realizzata dall’ingegner Ignazio Emmolo nel 1912 e distrutta nella notte del 26 gennaio 1924 da un incendio forse doloso ? in un albergo di lusso.

La ?Mannara’ dello sceneggiato di Montalbano (la fornace, appunto) produceva ai tempi d’oro, cioè quand’era intera, addirittura 10.000 pezzi al giorno tra mattoni pieni, forati, tegole curve e tegole alla marsigliese, spesso caricati sulle navi e portati a Malta e a Tripoli. La Fornace ha ottenuto il vincolo monumentale di ?Archeologia industriale’, eppure secondo molti può essere trasformata senza alterarne l’anima. Nel 2003 Vittorio Sgarbi, per esempio, che aveva definito la Fornace Penna una ?basilica laica’, si disse non contrario all’idea di farne un albergo, a patto di «trovare un progettista che riesca a salvaguardare l’identità del luogo e l’idea di un albergo, così come viene concepita oggi una struttura ricettiva». Sgarbi citò la Birmania in cui era stato da poco e in cui avevano costruito «alberghi straordinari, che sono come dei templi, delle pagode bellissime». Osservò anche come non si può essere subito contrari a idee come quella di trasformare la Fornace Penna in albergo, dato che residenze di papi e di re sono oggi uffici.

Sampieri, peraltro, non è stata risparmiata da intrighi edilizi che hanno visto coinvolti parecchi modicani (a conferma della loro predilezione per Sampieri?). Si pensi alla vicenda del villaggio Renelle Trippatore e al processo che vide imputati oltre 20 modicani. L’accusa era di aver realizzato una lottizzazione abusiva a scopo di edilizia residenziale (27 villette) su un terreno di oltre 13 mila metri quadrati (e su altre due strisce più piccole poco più a est) classificato dal Piano regolatore del Comune di Scicli quale zona agricola e di conseguenza privo delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, in un’area oltretutto interessata dal vincolo di inedificabilità della fascia costiera e dal vincolo paesaggistico.

L’area fu sottoposta a sequestro nel gennaio 2005 con un provvedimento del compianto giudice Maurizio Gurrieri (morto di leucemia nel 2006), su richiesta del pubblico ministero Francesca Aprile. Speriamo che in futuro il desiderio della ?casa al mare’ non sia slegato dal rispetto delle norme urbanistiche, e che un più generale senso civico induca a non sovrapporre una cieca volontà di villeggiatura all’armonia dei luoghi, si tratti di costruire alberghi, sostare nelle spiagge con bimbi e pannolini al seguito, o costruirsi una villetta di 50 metri quadri coi ?risparmi di una vita’. Un luogo di cui ci si appropria dopo averlo abbrutito non è più nostro, e finisce col rivoltarsi contro i suoi usurpatori come un’ecoballa che, alla fine, esploda invadendo la città.