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SCICLI - 28/08/2015
Attualità - Nuovi sviluppi sul caso che sta creando dibattito e fermento

Manifesti Scicli: la querela di Ragusa

La difesa: "Il manifesto non presenta alcun contenuto diffamatorio" Foto Corrierediragusa.it

La vicenda manifesti a Scicli fa registrare un ulteriore sviluppo. Orazio Ragusa (foto), parlamentare Udc, ha deciso infatti di presentare querela per diffamazione nei confronti degli estensori, ritenuti anonimi, del manifesto con il quale i partecipanti ad una assemblea cittadina richiamavano i due parlamentari della città, ovvero lo stesso Orazio Ragusa e la senatrice Venerina Padua, alle loro responsabilità. Soprattutto gli estensori chiedevano di conoscere la posizione di Ragusa e della Padua rispetto all´aumento delle tasse deliberato dalla triade prefettizia che regge le sorti del comune. Un manifesto dai toni incisivi che il parlamentare regionale ha ritenuto offensivo e per il quale non ha perso tempo a presentare querela contro ignoti. I carabinieri hanno convocato in caserma Giuseppe Pitrolo, che nella sua qualità di partecipante all´assemblea pubblica, aveva avuto mandato di presentare la domanda per l´affissione e pagato il relativo bollettino. Pitrolo ha avuto notificato l´atto e dovrà ora produrre la sua memoria. Il presidente dell´assemblea cittadina, di cui fanno parte singoli cittadini, associazioni e movimenti, Guglielmo Palazzolo in una nota ha ribadito che "il manifesto non presenta alcun contenuto diffamatorio poiché si limita a riportare dei semplici dati tecnici (gli aumenti fiscali) ed un invito ai politici locali a prendere posizione: pertanto confidiamo nelle Autorità Giudiziarie affinché chiariscano rapidamente i termini della vicenda, acclarando la mancanza di ogni ipotesi di reato".

In un momento difficile e complicato per la vita della città e per la stessa partecipazione alle vicende dell´ente l´ultima cosa di cui si sentiva il bisogno era certamente una denuncia visto che si tratta di un atto che inasprisce e rende tesi i rapporti tra le parti quando, invece, servirebbe il confronto, e non querele, tra parti, tutte legittimate, tuttavia, ad esprimere opinioni e punti di vista diversi.