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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1117
SCICLI - 28/07/2015
Attualità - Bisogna fare il punto della situazione per salvare il monumento che cade a pezzi

In prefettura si è parlato della Fornace Penna: e ora?

Anche la Sovrintendenza di Ragusa a suo tempo è intervenuta sulla questione Foto Corrierediragusa.it

Una questione antica piuttosto che vecchia. La fornace Penna di contrada Pisciotto (foto) è in disfacimento graduale ma costante. Il progetto per porre la fornace in sicurezza c´è ma mancano i soldi perchè il finanziamento di mezzo milione di euro promesso dalla Regione si è volatilizzato e i pezzi continuano così a cadere. Non è solo un problema di tutela di un bene pregevole di archeologia industriale ma anche di sicurezza per la pubblica incolumità. Il prefetto Annunziato Vardè ha convocato un tavolo tecnico con tutti gli enti responsabili per capire come intervenire. Sul tavolo del prefetto c´è anche una diffida, l´ultima delle tante segnalazioni, da parte della Fiab, Federazione Italiana amici della bicicletta, che ha inoltrato l´esposto al presidente della Regione. La Fiab ha riassunto nel documento tutta l´annosa storia del mancato recupero della Fornace Penna di contrada Pisciotto, tra cui l´ultimo passaggio che riguarda il promesso finanziamento di mezzo milione che non si è mai materializzato. Tante associazioni che operano nel territorio hanno da parte loro fatto sentire la loro voce chiedendo delucidazioni soprattutto sul silenzio della Regione che da un lato prima ha promesso e poi si è tirato indietro stornando probabilmente la somma verso altre opere.

Anche la Sovrintendenza di Ragusa a suo tempo è intervenuta sulla questione segnalando all´Assessorato regionale ai Bei culturali la necessità di intervenire e di recuperare l´immobile ma anche questi passi sono rimasti senza risposta. Prima che sia troppo tardi bisogna dunque intervenire perchè la parte centrale della fornace è ormai vicina al collasso. Dal tavolo tecnico in prefettura si attendono dunque risposte e la Fiab da parte sua ha posto quattro domande al presidente della Regione. Nel dettaglio di conoscere l’importo realmente disponibile per azioni urgenti di tutela, di conoscere le ragioni della mancata risposta degli Uffici competenti della Regione Siciliana in merito al progetto inviato dalla Soprintendenza di Ragusa, di voler superare ogni eventuale ostacolo e di dare immediata esecuzione ad un progetto stralcio che corrisponda alla somma disponibile, di voler impegnare nel bilancio della Regione una somma sufficiente alla piena tutela del bene, tenendo conto anche degli esempi di Fornaci Hoffman recuperate in Italia.