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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1094
SCICLI - 05/05/2015
Attualità - Il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto

Nominata commissione prefettizia a Scicli

La triade resterà in carica per almeno 18 mesi e avrà il compito di ripristinare la legalità amministrativa al comune. Decade il commisario Ferdinando Trombadore Foto Corrierediragusa.it

Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto di nomina per i tre commissari prefettizi che guideranno il comune di Scicli dopo lo scioglimento del consiglio comunale. Si tratta di due viceprefetti e di un funzionario della carriera finanziaria. Tania Giallongo, viceprefetto vicario ad Enna (foto), guiderà la triade; nominata anche il viceprefetto Antonietta D´Aquino in servizio presso la prefettura di Messina e Gaetano D´Erba direttore del settore finanziario presso la prefettura di Siracusa. Il funzionario ha già svolto questo incarico alla prefettura di Ragusa. La triade prefettizia si insedierà a giorni e avrà il compito di guidare il comune per ristabilire le condizioni di legalità nei procedimenti amministrativi e gestionali. La commissione straordinaria resterà in carica per almeno 18 mesi ma in caso di necessità potrà essere prorogata per altri sei mesi. Tutti gli organismi politici e di rappresentanza in seno al comune sono dunque sospesi e si tornerà a parlare di organismi regolarmente eletti con la prima tornata elettorale del 2017. Dal momento dell´insediamento della commissione straordinaria il viceprefetto di nomina regionale, Ferdinando Trombadore, decadrà dall´incarico che ha svolto per quattro mesi al comune facendo le veci del sindaco e della giunta comunale.

SCICLI AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2017
A Scicli si voterà nella primavera del 2017, ovvero a scadenza naturale di legislatura. Intanto la politica va a casa dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose deciso dal consiglio dei ministri con il placet del governatore della Sicilia Rosario Crocetta. La relazione dei tre commissari prefettizi che hanno studiato le carte a palazzo di città per oltre tre mesi parla chiaro in alcuni passaggi dove si legge che "una parte della macchina amministrativa del comune risponde a infiltrazioni mafiose, altre anomalie sono state riscontrate nella gestione dei rifiuti con proroghe senza gare e con elementi mafiosi che hanno imposto assunzioni e lavori". Un accusa grave, anche infamante, di cui il sindaco uscente e dimissionario Franco Susino dovrà anche rispondere in sede penale ma della quale, alla luce dello scioglimento del consiglio comunale, saranno chiamati a rispondere i consiglieri che per cinque anni si sono alternati in vari posti di comando. Per loro incombe anche la possibilità della non ricandidatura alle prossime elezioni se saranno accertate collusioni e relazioni pericolose con un certo sottobosco che da anni mantiene i contatti con il comune per lucrare su appalti e prebende varie.

Consiglieri, amministratori e sindaco hanno tuttavia una responsabilità più alta e nobile perchè dovranno rendere conto dei loro comportamenti alla città, ai loro singoli elettori, sia sul piano personale sia sul piano delle responsabilità amministrative che, avendo assunto consapevolmente o meno nei casi citati dai commissari in modo poco trasparente, hanno portato dritto allo scioglimento del consiglio comunale. Un vulnus profondo, che intacca l´immagine di una città che si è rilanciata in questi anni sul piano turistico e artistico che vanta intellettuali e movimenti di raffinata eccellenza ma non è riuscita a salvarsi innanzitutto da una classe politica che ha fallito ad ogni livello.

Risanare la ferita sarà l´azione più difficile che attende tutta la città, quella parte sana, attiva, motivata, che nulla ha a che spartire con il passato e con i fatti più recenti. Lo scioglimento del consiglio comunale sia dunque occasione non per piagnistei e sensi di frustrazione ma opportunità per ripartire con una classe politica rinnovata, che tagli i ponti con il passato, che alimenti il senso democratico grazie anche al lavoro che i tre commissari prefettizi dovranno necessariamente fare, perchè loro compito istituzionale, di dissodare il terreno, di fare pulizia, di tagliare rami secchi dentro e fuori il comune, ove necessario e riconsegnare tra almeno 18 mesi un comune che finalmente sia una casa di vetro e non quel palazzo avvolto da brume e olezzi.