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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1004
SCICLI - 21/03/2015
Attualità - La città non ci sta ad essere etichettata

"Noi sciclitani non siamo mafiosi": petizione a Mattarella

In città ci sono professionalità ed intelligenze che si sono impegnate e dedicate alla causa comune Foto Corrierediragusa.it

Oltre mille firme raccolte in poche ore per dire "Noi sciclitani non siamo mafiosi". Un comitato spontaneo, costituito da cittadini, esponenti del mondo della cultura, ex amministratori, professionisti, che non ci stanno ad essere catalogati come "mafiosi" e che hanno chiesto un´audizione alle più alte autorità istituzionali per dire la loro. "Abbiamo deciso di dare voce ad un sentimento diffuso in città, che fatica ad emergere" - scrivono i promotori - "perché il punto non è entrare nel campo d´azione della magistratura, ma piuttosto intervenire sulla lettura politico-amministrativa che il ministero potrebbe dare dei fatti che riguardano la città di Scicli, con una rappresentazione delle cose che non avrebbe controdeduzioni. Per questo, nel presentare la petizione, abbiamo chiesto un´audizione per dire che Scicli è un´operosa e bella città, una città solidale, dalle forti tradizioni democratiche, culturalmente vivace, con un denso tessuto associazionistico, un ricco capitale sociale e un´agricoltura sviluppata".

Secondo i promotori dell’iniziativa «Amministrare Scicli è possibile senza incursioni o interventi esterni, visto che in città ci sono professionalità ed intelligenze che si sono impegnate e dedicate alla causa comune». La petizione è stata inviata al presidente della Repubblica Mattarella scevra dalle firme di due parlamentari locali, "grandi assenti" in tutta questa vicenda. Qualche giorno fa Franco Susino, dimessosi lo scorso dicembre da sindaco, è stato rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e dovrà comparire dinanzi al giudici il prossimo 8 maggio assieme ad altri 8 imputati. Nelle prossime settimane il consiglio dei ministri deciderà sul possibile scioglimento dell’ente e del consiglio comunale.

IL RINVIO A GIUDIZIO PER DELL´EX SINDACO DI SCICLI
E’ stato rinviato a giudizio l’ex sindaco di Scicli Franco Susino assieme a tutti gli altri indagati nell´operazione «Eco», fatta eccezione per Franco ed Ignazio Mormina, rispettivamente padre e figlio, che avevano chiesto ed ottenuto di essere processati con il rito immediato e dovranno quindi comparire in aula il 17 aprile. Susino e gli altri imputati sono stati rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Catania Daniela Monaco Crea che ha accolto le richieste del pm Valentina Sincero. Il processo con il rito ordinario comincerà l’otto maggio. Oltre a Susino compariranno dinanzi ai giudici Gianni Mormina (fratello di Franco), Ugo Lutri e Giacomo Fidone, tutti sciclitani. E poi ancora Renzo Gazzè, Lorenzo Trovato, Giovanni Di Stefano e Vincenzo Tumino, accusati di truffa, e Bartolomeo Cannella, accusato di favoreggiamento. Stando alle indagini della direzione distrettuale antimafia di Catania, Mormina avrebbe avuto contatti anche con l’allora sindaco Franco Susino. L’operazione fu eseguita lo scorso mese di giugno dai carabinieri col coordinamento della Dda etnea.

L’accusa ha contestato a tutti, secondo le rispettive posizioni, l’associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa per Susino, truffa, estorsione e furto. Si sono costituiti parte civile il comune di Scicli, l’impresa ecologica «Ecoseib» di Busso (di cui i Mormina erano dipendenti e che gestiva il servizio di raccolta rifiuti), alcuni privati cittadini vittime di estorsioni e un’associazione antiracket. Susino, che si è sempre proclamato innocente, aveva rassegnato le dimissioni lo scorso dicembre.

Il comune di Scicli è ora retto dal commissario straordinario Ferdinando Trombadore in attesa che il consiglio dei ministri decida sullo scioglimento dell’ente e del consiglio comunale. Tutto questo sulla base della relazione redatta dal ministro degli interni Angelino Alfano che prenderà visione della documentazione trasmessa dal prefetto di Ragusa Annunziato Vardè, raccolta in 90 giorni di lavoro dalla commissione prefettizia da egli stesso nominata.

LO SCIOGLIMENTO SEMBRA ORMAI ALLE PORTE
Il rinvio a giudizio dell´ex sindaco Franco Susino dà un´accelerazione verso lo scioglimento del consiglio comunale. Tecnicamente i due fatti non sono collegati visto che si tratta di due percorsi diversi; uno è quello giudiziario, l´altro è amministrativo. Troppi segnali tuttavia portano a pensare che si andrà verso lo scioglimento per mafia con l´insediamento della commissione prefettizia che sarà formata da tre funzionari che svolgeranno le funzioni di sindaco, giunta e consiglio comunale per almeno 18 mesi. Per la città un trauma ulteriore dopo le dimissioni di Susino, il commissariamento e l´indagine della Dda. Una realtà che stride con quella di una città che si è rilanciata sul piano dell´attrattività turistica, che è presente nel dibattito culturale isolano, che attira interesse di stampa specializzata e non, per il fermento, che pur in un contesto periferico, riesce a generare con i suoi giovani, i suoi artisti, i suoi operatori culturali.

Una città dove emerge sempre più la dicotomia tra una politica che non vede e non sente ed è andata sempre per la sua strada (sbagliata) e la cultura, in senso lato, che ha rappresentato le istanze di una comunità, le bellezze e le peculiarità di un territorio. In queste due direzioni che sempre meno, specie negli ultimi anni, si sono incontrate ed hanno proceduto invece per vie parallele Scicli è caso emblematico molto più che altrove. Una intellighenzia che con la politica ha avuto poco o niente a che fare ed eppure è riuscita a determinare alcuni percorsi di sviluppo e dall´altro una classe politica sempre più divisa, priva di contenuti, che si è curata del proprio ristretto bacino d´utenza, sindaci ed amministrazioni, basti pensare alle ultime due edizioni, privi di progettualità, di respiro, di quella cultura che si respira appena dall´altro lato della strada.