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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 983
SCICLI - 28/02/2015
Attualità - Illustrata la riforma del lavoro

Ministro Poletti esalta Jobs Act a Scicli

Si è parlato anche di Garanzia giovani e dei ritardi della Sicilia rispetto al resto dell’Italia
Foto CorrierediRagusa.it

Ad attendere Poletti al cinema Italia di Scicli, due platee, quella esterna al cinema, formata dalle contestazioni portate avanti in primis dalla Cgil, e quella dentro la sala composta da tutti i sostenitori del Jobs Act. Bandiere e striscioni uniti a qualche slogan di civile contestazione rivolti al ministro giunto a Scicli per spiegare la bontà, secondo il governo Renzi, del Jobs Act, che proprio ieri Pierluigi Bersani, ala minoranza del Pd, ha definito incostituzionale. «Ognuno esprime le idee personali- ha rintuzzato Giuliano Poletti- a Bersani rispondo che abbiamo esaminato bene i contenuti della legge delega e dei decreti attuativi e non abbiamo ravvisato elementi di incostituzionalità». E’ la parte più polemica che proviene dal «fuoco amico» del Pd, di quella componente che non si rassegna al decisionismo dell’esecutivo Renzi. Il ministro difende con i denti i contenuti della nuova legge che riforma il mondo del lavoro. «C’è bisogno di più imprenditorialità nel novo welfare- dice il ministro ai giornalisti che l’assediano- e arriva proprio nel momento in cui l’Istat fa registrare una inversione di tendenza sulla ripresa dei consumi. Siamo in presenza di risultati positivi e questo ci induce ad andare avanti».

«Licenziati», gridano le organizzazioni sindacali e politiche che non accettano il Jobs Act, «perché cambia la vita ma in peggio. «Era da tempo che non si effettuavano assunzioni a tempo indeterminato da molto tempo- ribadisce il ministro. Noi vogliamo normalizzare il lavoro a tempo indeterminato, perché il lavoro stabile costa di meno del precariato». Ma la Sicilia rappresenta la «pecora nera» in materia di Garanzia giovani. E il ministro non ha difficoltà ad ammetterlo. «Stiamo andando benissimo in tutt’Italia-dice Poletti- bisogna continuare perché da Garanzia giovani si possono creare molte occasioni di lavoro giovanile. La Sicilia? Non è in linea con il resto dell’Italia, è in ritardo. Ma il Governo vuole aiutare chi è in ritardo, se la Sicilia ha voglia di lavorare e recuperare noi siamo pronti a dare una mano». A proposito di Garanzia Giovani in Sicilia, l’altro soggetto politico di primo piano molto atteso al cine Italia di Scicli era l’assessore regionale al Lavoro Bruno Caruso, sul palco insieme al ministro Poletti, alla senatrice Venerina Padua e alla componente della Commissione Lavoro in Senato Annamaria Parente (foto).

Fra un mese, 8 aprile, scade il contratto trimestrale dei mille 500 lavoratori addetti alle Politiche attive del lavoro che in 2 mesi hanno contattato circa 800 giovani in cerca di occupazione. Quale sarà il futuro di questi lavoratori? Bruno Caruso è stato molto schietto: «Non ci sono i numeri per portare avanti Garanzia giovani con il Ciapi. Il contratto scade e non c’è possibilità di rinnovo». Però per loro la speranza non finisce con il Ciapi di Priolo. «Il futuro-secondo l’assessore- saranno le Agenzie per le politiche attive accreditate, che avranno l’obbligo di assumere le professionalità esistenti, già riqualificate per questo lavoro, anche beneficiando di benefici contributivi».


IL GUAIO VERO
28/02/2015 | 8.41.18
mambo

Il guaio vero sarebbe se i ministri del governo Renzi pretendessero di essere assunti anche loro a tempo indeterminato...