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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 449
SCICLI - 24/06/2014
Attualità - Interviene Giovanni Savà, coordinatore dei movimenti civici Liberi e Concreti e Patto per Scicli

Ex spiaggia Micenci come una palude

"Tutto questo - dice Savà - dimostra come il metodo Susino sia infallibile: mettere la testa sotto la sabbia per non vedere, anche se la sabbia, stavolta, è putrida" Foto Corrierediragusa.it

Una situazione igienico sanitaria insostenibile nella (ex) spiaggia (ormai palude) di Micenci (foto). E’ Giovanni Savà, coordinatore dei movimenti civici Liberi e Concreti e Patto per Scicli, che esprimono tre consiglieri comunali, a denunciare il ritardo con cui il sindaco Susino e la giunta sostenuta dal Pd stanno intervenendo. «Risale al 14 maggio scorso la consegna da parte di un gruppo di geologi - dice Savà - di una relazione dettagliata in cui si spiegavano le ragioni dell’affioramento di ingenti quantità di acque dolci in spiaggia e si ipotizzava una possibile soluzione. Ovvero, l’eliminazione del primo braccio frangiflutto, al fine di creare una valvola di sfogo per il fiume sotterraneo che attraversa Donnalucata e sfocia in mare».

La relazione dei geologi - prosegue Savà - è stata consegnata il 14 maggio, ma solo oggi, «a estate iniziata, la giunta ha deciso di procedere con un incarico di progettazione». Il che significa che bisognerà attendere almeno un anno prima che l’intervento suggerito venga attuato.

«E nel frattempo? I villeggianti, i donnalucatesi, i proprietari delle case date in affitto, gli affittuari, cosa faranno? Come immaginare di accedere a una spiaggia con bambini il cui sapore palustre è foriero di zanzare, insetti, sporcizia di ogni tipo? Tutto questo - conclude Savà - dimostra come il metodo Susino sia infallibile: mettere la testa sotto la sabbia per non vedere, anche se la sabbia, stavolta, è putrida».