Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 461
SCICLI - 05/11/2013
Attualità - Tra i primi dieci ospedali della Sicilia

Il "Busacca" eccelle nella chirurgia delle vie biliari

Lo riferisce il movimento Cutass che cita la relazione di un comitato scientifico

Per la chirurgia delle vie biliari il "Busacca" di Scicli è tra i primi dieci ospedali della Sicilia. Lo riferisce il movimento Cutass che cita la relazione di un comitato scientifico composto da sette esperti che ricoprono ruoli di primissimo piano nella sanità pubblica internazionale e che, a titolo volontario, mettono a disposizione del Progetto «Dove e come mi curo» le proprie competenze ed esperienze. Si tratta di Diana Delnoji, titolare della Cattedra di trasparenza nell’assistenza sanitaria all’Università di Tilburg Ferruccio Fazio dell´Università Bicocca di Milano, Antoine Flahault, Cattedra di Epidemiologia all’Università di Parigi, Sir Muir Gray Direttore di Better value healthcare, Oxford, Tim Kelsey, Direttore del Servizio Sanitario Nazionale inglese, Walter Ricciardi dell´Università del S. Cuore di Roma, Susan Spalding, Presidente del Comitato per il coinvolgimento dei pazienti del National Board of Medical Examiners degli Stati Uniti.

Secondo il rapporto il reparto di Chirurgia dell’Ospedale Busacca di Scicli risulta il primo in provincia e tra i migliori dieci in Sicilia per la chirurgia delle vie biliari ed è per questo motivo di soddisfazione per il movimento che ribadisce: "Chiudere gli Ospedali di prossimità in un momento di grande depressione economica a causa della quale sono in aumento le malattie da carenze nutrizionali, da disagi psichici, da conflitti sociali e da problemi di migrazione è un grande errore, significa abbandonare al proprio destino le fasce più deboli, i più fragili, gli indifesi".