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SCICLI - 31/10/2013
Attualità - Nel trigesimo dalla scomparsa

Dolore alla messa in suffragio delle 13 vittime di Sampieri

La cerimonia è stata concelebrata da Padre Giuseppe Agosta, parroco della chiesa di Sampieri, e dal vicario foraneo Don Ignazio La China

Quella piccola barca di legno con i lumini accesi dinanzi all’altare della chiesa di Sampieri è il triste simbolo della tragedia di un mese fa sulla spiaggia della mannara resa famosa da Montalbano. Nel trigesimo della morte degli sventurati 13 eritrei annegati con la speranza di una vita migliore, la comunità di Scicli ha voluto rendere omaggio alle vittime del mare dello sbarco del 30 settembre a Sampieri, cui fece seguito pochi giorni dopo quello ben più drammatico di Lampedusa, con centinaia di morti. I parenti dei 13 eritrei guardavano con gli occhi lucidi quella barca con i lumini, metafora di una ferita aperta ma il cui dolore è lenito dal calore umano della gente di Scicli, che ha riempito la piccola chiesa della Madonna delle Grazie, assieme alle autorità civili e militari.

La messa è stata concelebrata da Padre Giuseppe Agosta, parroco della chiesa di Sampieri, e dal vicario foraneo Don Ignazio La China, che, nella loro omelia, hanno auspicato un futuro senza altre vittime dell´immigrazione clandestina, anche se l’emorragia degli sbarchi sulle coste siciliane non accenna a fermarsi.