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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 964
SCICLI - 02/10/2013
Attualità - Sentita commemorazione in piazza municipio

In 300 per onorare le vittime del mare

Il sindaco Susino: "Oggi la città di Scicli piange tredici suoi figli"
Foto CorrierediRagusa.it

Il sentito ringraziamento alle istituzioni e alla popolazione del sacerdote di origine eritrea che celebrerà i funerali dei 13 migranti morti annegati nello sbarco sulla spiaggia del Pisciotto ha commosso le oltre 300 persone che ieri sera si sono ritrovate in piazza a Scicli per onorare le vittime di questo viaggio della speranza finito in tragedia. Una commemorazione voluta dinanzi al municipio, simbolo di legalità. E proprio i sindaci lanciano il loro accorato appello volto a scongiurare il ripetersi di simili drammi.

«Oggi la città di Scicli piange tredici suoi figli. Un altro figlio, il quattordicesimo, è in ospedale, e lotta contro la morte». Così il sindaco di Scicli Franco Susino (foto). «Siamo una terra di frontiera, che ha accolto i migranti con amore cristiano. Oggi piangiamo la nostra impotenza davanti a un fenomeno che non ci può vedere soli. Ho sentito il calore e la vicinanza delle parole del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano; Ho sentito le parole del Presidente Enrico Letta; Ho ricevuto la telefonata del presidente della Camera Laura Boldrini. Ringrazio le istituzioni, le forze dell’ordine, i cittadini di Scicli, che con generosità ieri hanno soccorso i migranti. Siamo un popolo generoso, altruista, aperto. Il nostro dolore però non può restare solo. E´ il momento di dire "Basta": occorre che l’Unione Europea, e gli Stati dell’una e dell’altra sponda del Mediterraneo si facciano carico di risolvere una tragedia che varca i confini nazionali. Già nel 2005 questo territorio è stato teatro di un altro terribile sbarco. E anche quel giorno fu un giorno di lutto. Prego Dio che ci assista in questi giorni di dolore e di commozione. Ma occorre che le istituzioni, ognuno per la propria parte agiscano affinché tragedie come quella di ieri non abbiano più a ripetersi».

Un auspicio che questo tributo di vite umane possa essere l’ultimo.