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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:46 - Lettori online 677
SCICLI - 14/06/2013
Attualità - Richiesta di un incontro al presidente della Regione

Villaggi turistici: dipendenti in rivolta

Dalle aule dei tribunali ai sindacati, dai sindacati ai sindaci, dai sindaci al presidente della Regione Foto Corrierediragusa.it

La catena di S. Antonio. Dalle aule dei tribunali ai sindacati, dai sindacati ai sindaci, dai sindaci al presidente della Regione. E poi? Se lo chiedono i 400 lavoratori dei tre villaggi turistici sequestrati e che resteranno chiusi per l’ormai avviata stagione estiva. Un colpo all’economia del territorio di cui non si sentiva il bisogno e che registra l’ennesimo atto con la richiesta di un incontro al presidente della Regione, Rosario Crocetta da parte dei sindacati perché prenda a cuore la vicenda ed intervenga. Non si sa bene con quali strumenti ed in quali sedi; difficile immaginare proprio da parte di Crocetta un conflitto istituzionale con la magistratura che sta facendo il suo corso e rispetta i suoi tempi piuttosto che quelli dell’economia e soprattutto della politica. La vicenda di Marsa Siclà, Baia Samuele e Marispica, è esplosa da settimane in tutta la sua virulenza e drammaticità. Chiama in causa un modello di sviluppo che vede una classe imprenditoriale più attenta al profitto e molto meno all’interesse pubblico e collettivo per quanto riguarda l’ambiente e soprattutto gli investimenti.

Non sono esenti da colpe neppure le amministrazioni locali che hanno dormito su autorizzazioni e sorvolato su controlli efficaci e puntuali sempre nel nome del lavoro e del consenso per poi ritrovarsi in braghe di tela. Gli appelli alla magistratura non sono finiti ed ora si interpella Rosario Crocetta che dai tempi della sindacatura a Gela si batte per il rispetto dell’ambiente, per la tutela del paesaggio, per l’interesse pubblico. Nel consiglio comunale tenutosi al palazzo comunale di Scicli alla presenza di sindacati, lavoratori e pochi consiglieri comunali è emersa la contraddizione della classe politica; Piero Rustico, Luigi Ammatuna, Vincenzo Bramanti e Giuseppe Floridia, a nome delle rispettive amministrazioni e consigli comunali, hanno dato dimostrazione di pieno cerchiobottismo. «Siamo con i giudici e con i lavoratori» hanno detto in sintesi per poi aggiungere «A loro possiamo solo dare sostegno e solidarietà perché abbiamo le mani legate». La domanda oggi è; perché si doveva attendere l’inchiesta della magistratura per scoprire che qualcosa non andava?. Dove erano gli amministratori di ieri e di oggi quando rilasciavano pareri, autorizzazioni e concessioni?

Nella foto la protesta in Prefettura