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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1182
SCICLI - 25/04/2011
Attualità - Scicli: l’uomo ha reagito in modo violento all’interno di S. Maria La Nova

Fedele "focoso" spezza stendardo al "Gioia"

Ad Ispica si sono conclusi i festeggiamenti Foto Corrierediragusa.it

Vuole portare lo stendardo dell’arciconfraternita a tutti i costi e non ci pensa due volte a spezzarlo davanti al diniego del parroco. La festa del Gioia rischia di trasformarsi in una rissa. Poi Don Antonio Sparacino convince il parrocchiano a desistere e la processione può cominciare. Tutto è successo al momento dell’uscita dalla chiesa di S. Maria La Nova del simulacro del Risorto (nella foto). Uno dei fedeli ha chiesto ripetutamente di portare lo stendardo incurante dell’opera di convincimento di quanti partecipavano alla processione.

Poi lo scatto di rabbia ed il danneggiamento dell’asta che regge lo stendardo. La processione ha subito un ritardo e nei confronti dell’uomo scatterà una denuncia. «U gioia» ha potuto così continuare la sua uscita tra due ali di folla. La Pasqua a Scicli si è svolta nel segno della tradizione e l’episodio dello stendardo è stato subito archiviato. E´ stata una festa sentita lunga ventiquattro ore. Il Cristo di Gioia è stato atteso per l´epifania dai fedeli dopo un anno di attesa. "Gio, Gio, ia", hanno gridato i portatori a scquarciagola.



La Pasqua ad Ispica
La risurrezione di Cristo è stata celebrata da un festoso scampanio, seguito allo sparo di ventuno colpi a cannone e dalla sfilata della banda «Città di Ispica» che ha eseguito marce sinfoniche nella piazza antistante alla basilica Santissima Annunziata. Subito dopo, alle 10,30, i fedeli hanno assistito alla messa animata dal coro «Iubilate Deo».

Il simulacro del Risorto ha varcato le porte dell’Annunziata a mezzogiorno. Ha percorso corso Garibaldi sulle spalle dei fedeli «Fazzoletti Blu», in attesa di incontrare la Madonna. In quel frangente, l’emozione è stata tangibile. Fra le centinaia di persone che hanno diviso in due ali la folla è calato il silenzio, quando, lanciandosi in una folle corsa, i portatori hanno fatto in modo che la Madre e il Figlio si abbracciassero per l’ultima volta.

I simulacri della Madonna e del Risorto sono stati poi condotti all’interno della chiesa Madre dedicata a San Bartolomeo. Il Risorto lascerà il tempio alle 21 e, in processione, sarà condotto lungo corso Umberto e le vie Verdi, Fratelli Bandiera, Guerrazzi, Ispica, Sant’Ilarione, Bellini, corso Vittorio Emanuele. Rientrerà alle 22 all’Annunziata, salutato da un suggestivo spettacolo pirotecnico.

La basilica Santa Annunziata, e l’importante microcosmo che racchiude sotto l’egida di «Cristo con la croce», è stata doppiamente coinvolta nelle celebrazioni pasquali.

La processione del simulacro di «Cristo con la croce» compie infatti 150 anni, come l’unità d’Italia.

Il 18 marzo 1861, monsignor Giuseppe Mario Mirone, l’allora vescovo di Noto, autorizzava, il venerdì Santo, la prima processione esterna di Cristo con la croce e il simulacro condotto per le vie cittadine sulle spalle dei fedeli:«Mercè l’intervento della croce della Madre Chiesa».

«Dopo circa due secoli e mezzo, nel 1861, – spiega Franco Fronte – presidente dell’arciconfraternita dell’Annunziata – l’arciconfraternita sostituiva l’antica processione della Santa Spina con quella del simulacro di Cristo con la croce. Raggiungendo, come si legge nei documenti redatti in quel periodo, «un traguardo desiderato e sognato da diverse generazioni di confrati».

E la processione del 1861, secondo quanto riferiscono quelle fonti, «degli affezionati della Chiesa Annunziata fu eseguita con tanta calma, buon ordine e compunzione d’animo da restarne commossi anche i tanti che dai paesi vicini v’intervennero». Oggi, trascorsi 150 anni dal 186 – continua Fronte – è toccato alla nostra confraternita di festeggiare in modo adeguato. Per questo motivo abbiamo modificato il programma delle celebrazioni. Ad esempio, il venerdì Santo le porte della basilica sono state spalancate nelle prime ore del mattino. Poi il simulacro di Cristo con la croce ha varcato l’ingresso della chiesa Madre nella processione della sera. Ed ancora, l’annullo postale.