Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:03 - Lettori online 1407
SCICLI - 08/08/2010
Attualità - Scicli: l’ipotesi di allocazione di una mega discarica in contrada Truncafila

Mega discarica a Scicli? Padua al sindaco: "Stai attento"!

E’ la cava alla periferia di Scicli l’ipotesi sulla quale lavora l’Ato ambiente per dotare la provincia di una discarica. Il consigliere provinciale ammonisce il primo cittadino
Foto CorrierediRagusa.it

Discarica a Truncafila, la più grande della Sicilia? E’ la cava alla periferia di Scicli l’ipotesi sulla quale lavora l’Ato ambiente per dotare la provincia di una discarica. Un’area in grado di smaltire tre milioni di metri cubi di spazzatura ed assicurare lo smaltimento dei rifiuti per i prossimi 40 anni ai dodici comuni della provincia. Una mega discarica che già fa scattare l’allarme negli amministratori sciclitani a cominciare dal consigliere provinciale Venerina Padua (nella foto) che ha scritto al sindaco Giovanni Venticinque raccomandandogli di non assumere atteggiamenti di «accondiscendenza o di arrendevole accettazione»in occasione dell´assemblea dei soci dell´Ato convocata per martedì.

Dice la Padua «Lei ha scritto al presidente Berlusconi in difesa del territorio di Scicli, tutto questo può essere ribadito, se non ancora con più enfasi, in relazione alla paventata realizzazione a Scicli di una megadiscarica di oltre un milione di metri cubi, forse la più grande della Sicilia che, come è facile immaginare – in quanto già sta avvenendo con le altre megadiscariche siciliane (Motta S. Anastasia, Mazzarrà Sant´Andrea, Bellolampo) – rischia di diventare il simbolo identificativo di Scicli.

La scelta di Truncafila quale sito idoneo per la megadiscarica, infliggerebbe a Scicli un colpo mortale e graverebbe come una insostenibile ipoteca per lo sviluppo del territorio e per la valorizzazione delle sue risorse che con tanta fatica insieme si sostiene da anni». Da martedì intanto chiude Pozzo Bollente ed i comuni dell’ipparino dovranno conferire a Motta S.Anastasia così come quelli del comprensorio modicano a seguito dell’ordinanza del sindaco di Terme Vigliatore e Falcone che vietano il transito dei compattatori nel loro territorio. Conferire a Motta S. Anastasia comporterà comunque un risparmio per i comuni iblei visto che costerà 112 euro a tonnellata 25 euro a tonnellata in meno visto che Motta dista 125 km da Ragusa rispetto ai 250 di Mazzarrà. La questione rifiuti resta dunque apertissima in provincia e si arricchisce ora del capitolo Truncafila che sarà certamente al centro del dibattito nelle prossime settimane.