Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 590
SCICLI - 03/08/2010
Attualità - Scicli: un incidente stradale ha spazzato via i progetti dellla giovane promessa del calcio

La triste storia di Igor Rinzo, il ragazzo paralitico che voleva fare il calciatore

La sua vita cambiò a soli 14 anni quel fatidico 3 gennaio 2006, quando fu coinvolto suo malgrado in un pauroso scontro tra auto a Piazza Armerina, che causò due morti
Foto CorrierediRagusa.it

La sua vita cambiò a soli 14 anni quel fatidico 3 gennaio 2006, quando fu coinvolto suo malgrado in un pauroso scontro tra auto a Piazza Armerina, che causò due morti. Lui ne uscì vivo per puro miracolo, ma fu costretto in un fondo di letto per due anni, in coma vegetativo.

Da allora Igor Rinzo, un ragazzone di Scicli di 18 anni con la passione per il calcio giocato, di passi da gigante ne ha fatti parecchi, anche grazie all’amore e al sostegno dei suoi due fratelli e della madre, da tempo separata dal marito. Tuttavia Igor è affetto da tetraparesi spastica. In pratica è paralizzato dalla testa ai piedi. Non potrà mai più diventare un calciatore del Milan, com’era nei suoi progetti.

Come dice mamma Grazia, con la voce rotta dall’emozione, Igor è cosciente e riesce persino a parlare, per merito della sua forza di volontà e delle cure ricevute in un centro specializzato in Austria. Mentre il fratellino Tobia abbraccia Igor che si sta addormentando, in quella stanza che è diventata da tempo una sorta di prigione, mamma Grazia chiede assistenza per il figlio, anche solo per poterlo portare a mare, che, ironia della sorte, dista appena qualche decina di metri dalla loro casa a Donnalucata. E’ da due anni che i servizi sociali del comune di Scicli non forniscono nessuno tipo di sostegno, nonostante le reiterate richieste.

E la madre è costretta a sollevare Igor da letto almeno 30 volte al giorno, per farlo muovere e scongiurare il formarsi di piaghe. «Non voglio portare mio figlio in un centro specializzato – dice mamma Grazia – dove potrebbe sentirsi come una sorta di «peso» dal quale la sua famiglia si è liberato. Io voglio bene a mio figlio più della mia stessa vita e farò di tutto perché non gli manchi mai il calore di casa sua, la sicurezza del focolare domestico, la consapevolezza di trovarsi a casa.

Chiedo solo un piccolo aiuto per far sentire mio figlio ancora più a suo agio, perché da sola è difficile. Aiutatemi a ad incrementare quell’affetto, quelle attenzioni – dice accorata mamma Grazia – che infondono a Igor la voglia continuare a vivere». Intanto Igor si è già addormentato, sul letto dove la madre lo ha adagiato poco fa con l´aiuto del fratellino. Igor sogna, accanto alle foto di Kakà e degli altri suoi beniamini.

Nella foto Igor Rinzo al centro aiutato dalla madre e dal fratellino Tobia ad alzarsi dalla sedia a rotelle, in quella stanza della casa di Donnalucata dove trascorre quasi tutta la giornata, a causa della mancanza di un´adeguata assistenza dei servizi sociali.
TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA