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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 919
SANTA CROCE CAMERINA - 17/09/2016
Attualità - La carcassa dell’esemplare in mezzo agli scogli

Tartaruga caretta caretta "decapitata"

A fare la triste scoperta un gruppo di pescatori Foto Corrierediragusa.it

Un esemplare adulto di tartaruga Caretta Caretta privo di vita e mancante della testa (foto), è stato rinvenuto alcuni giorni fa presso gli scogli all’ingresso del porticciolo di Punta Secca. La carcassa, scoperta da alcuni pescatori e diportisti, non era stata subito rimossa ma era stata avvertita la Capitaneria di porto che, a sua volta, provvedeva a informare il sanitario del servizio veterinario provinciale che si recava venerdì mattina sugli scogli del porticciolo, accompagnato dai vigili urbani di Santa Croce. Il sanitario, dopo il sopralluogo, decideva di emettere una ordinanza di rimozione della carcassa della tartaruga morta ma chi di dovere ha temporeggiato. I vigili urbani infatti tornavano nel pomeriggio di ieri senza trovare più la carcassa del rettile marino che nel frattempo era stata verosimilmente scaraventata in mare forse da qualcuno al quale dava fastidio il cattivo odore che emanava. Le correnti marine sostenute da un forte vento di levante hanno poi trascinato la Caretta Caretta senza vita lungo la costa, riportandola nuovamente sulla terraferma e collocandola sugli scogli del Palmento, il promontorio ad ovest di Punta Secca.

Informato nuovamente il veterinario del servizio veterinario provinciale questi procedeva ad informare la polizia municipale che adesso provvederà a rimuovere definitivamente la carcassa della tartaruga marina. L’evento ha destato forte impressione fra i tanti residenti di Punta Secca che quest’anno hanno assistito alle varie fasi di protezione sorte dopo l’ovideposizione di una tartaruga Caretta Caretta nella notte del 18 giugno scorso nella spiaggia di ponente della borgata, evento filmato da una donna che ha poi avvertito gli organi naturalistici competenti.

Era nata così l’ «Operazione Tarty», dal nome che era stato dato all’esemplare di Caretta Caretta che si era reso protagonista dell’ovideposizione e che ha portato gli uomini della Ripartizione faunistica-venatoria di Ragusa e il Wwf dapprima a spostare le uova della tartaruga e poi a proteggere per due mesi il punto dove sono state trasferite le uova. Alcuni volontari per due mesi hanno anche vigilato il sito e poi, proprio il giorno di Ferragosto, insieme agli operatori naturalistici, hanno seguito la schiusa di sei piccole tartarughe di questa specie protetta. Le nuove nate furono trasportate in alto mare per essere sicuri che arrivassero al loro ambiente naturale e consentire la preservazione della specie tanto importante per l’ecosistema marino mediterraneo.