Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1139
SANTA CROCE CAMERINA - 04/04/2016
Attualità - Il proprietario: "Agirò per vie legali"

Indagini sulla terrazza "abusiva" di Montalbano

Intanto Crocetta ribadisce: "Nessuno tocchi quell’immobile" Foto Corrierediragusa.it

La procura di Ragusa ha aperto un´inchiesta sul caso della terrazza presunta abusiva della casa di Punta Secca resa celebre dalla fiction del Commissario Montalbano (foto), a Santa Croce Camerina, a seguito dell´esposto presentato dal Codacons. Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori. "E´ di tutta evidenza - dice il Codacons - la necessità che la procura intervenga dando esecuzione immediata a ordinanze e sentenze rimaste inattuate poiché se dovesse essere accertato che ad oggi la terrazza della casa di Montalbano risulta non essere a norma, e se in passato vi sono stati abusi edilizi riconosciuti dalle autorità competenti, allora la stessa terrazza deve essere demolita seduta stante". Quindi il Codacons ci va giù pesante e propone di radere al suolo la terrazza della casa di Montalbano con le ruspe. E´ questo il tenore del comunicato sul caso della famosa terrazza, finita ancora una volta nell’occhio del ciclone per presunti abusi edilizi. "Dopo le carte portate alla luce dalla trasmissione «Le Iene» – si legge nella nota del Codacons - dalle quali emergerebbe una ordinanza di demolizione del 1991 ad oggi non eseguita, relativa proprio alla terrazza più famosa della televisione italiana resa grazie alla fiction del commissario nato dalla penna di Camilleri - il Codacons ha deciso di passare alle vie di fatto e chiedere l’intervento delle ruspe per porre fine a qualsiasi abuso edilizio. Abbiamo deciso di inviare una istanza urgente alla Procura della Repubblica di Ragusa - prosegue il Codacons - affinché sia data esecuzione immediata a ordinanze e sentenze rimaste inattuate. Se infatti ad oggi la terrazza della casa di Montalbano risulta non a norma, e se in passato vi sono stati abusi edilizi riconosciuti dalle autorità competenti, allora è indubbio che la stessa terrazza va demolita seduta stante, senza perdere più altro tempo, così come è stato fatto in situazioni analoghe in altre località italiane. Le dichiarazioni del governatore Rosario Crocetta sulla vicenda sono sconvolgenti – prosegue l’associazione - sembrano invece voler tutelare un eventuale abuso edilizio solo perché il frutto di questo abuso è diventato «famoso» e amato dal pubblico televisivo italiano, col il rischio - conclude il Codacons - di rafforzare gli stereotipi e i luoghi comuni che caratterizzano il sud Italia".

Crocetta aveva tagliato corto sostenendo che "La casa di Montalbano non si tocca, metteremo un vincolo monumentale sull´immobile in considerazione del valore storico e culturale che ha acquisito in omaggio al commissario Montalbano, a Camilleri e all´intera Sicilia che non merita i chiacchiericci scandalistici, tentando di riproporre il preconcetto di una terra dove tutto è sbagliato e mentre tanti tacciono sulle vere speculazioni dei palazzinari". Per Crocetta "si vuole sollevare un moscerino su una vicenda senza alcun senso".

Già dieci anni fa il Codacons lanciò il sospetto sul presunto caso di abusivismo. Dubbi di recente rilanciati dalle Iene che avevano consegnato al sindaco di Santa Croce Camerina Franca Iurato un dossier con alcuni documenti che proverebbero l´abuso. Non sull´intero immobile, ma sulla terrazza, dove il commissario Montalbano, creato dalla fantasia dello scrittore Andrea Camilleri, tra una colazione e una cena risolve i casi di cronaca nel paese, immaginario, di Vigata.

Secondo le Iene, come accennato, ci sarebbe un´ordinanza di demolizione del 1991. Per il sindaco "L´eventuale abuso edilizio dal punto di vista amministrativo riguarda il Demanio, la capitaneria e i privati. Evidentemente qualche benpensante cerca di sporcare l´immagine del nostro comune facendo lo scoop. La presunta ordinanza risale al ´91: chissà quante sanatorie ci sono in corso".

"Hanno presentato delle vecchie carte, ma sono trascorsi più di vent´anni e non sì è mai fatto nulla". Risponde così il proprietario della casa, Pietro Di Quattro. "Se fossero andati avanti nelle loro ricerche - continua - avrebbero saputo che una sentenza mi ha assolto per non aver commesso il fatto. Mio nonno comprò questa porzione di terreno dalla Stato nel 1904 e realizzò questo terrazzino in maniera legale". Di Quattro non solo si difende ma contrattacca: "Questa è una vicenda strumentale, agirò per vie legali". E le ruspe, dunque, possono aspettare.

UN "CASO" MONTATO DA QUALCUNO IN MODO GOFFO? PUO´ DARSI...
di Federico Dipasquale


Il "caso" della terrazza presunta "abusiva" della Casa Montalbano a Punta Secca pare destinato a sgonfiarsi. Non è stata una indagine del commissario più famoso d’Italia a fare luce sul "fattaccio", ma le immediate spiegazioni, con tanto di documenti alla mano, del legittimo proprietario del famoso stabile ora adibito a B&B (gettonatissimo), con tanto di assoluzione dei legittimi proprietari nel 1995 da parte del pretore di Comiso chiamato a pronunciarsi sul procedimento di presunto abusivismo. Qualcuno quini ha goffamente provato a montare il "caso", utilizzando qualcun altro come utile idiota. Perché? Adesso vi diamo la nostra spiegazione, per carità molto personale e quindi soggettiva. La notorietà della Casa di Montalbano è al suo apice. La conoscenza a livello nazionale ed europeo di Punta Secca, dei suoi luoghi e dei luoghi turistici delle città della provincia di Ragusa sono al massimo. L’incremento del turismo nella provincia iblea è impressionante e le previsioni di incremento turistico per la prossima stagione estiva sono altrettanto impressionanti. Due più due fa quattro. Tutto questo evidentemente ha infastidito e continua a infastidire "qualcuno" più o meno interessato e che, in periodi di crisi, invidia la crescita turistica del territorio ibleo. Cui prodest? A chi giova lo "scandalo"? Forse a coloro che già nell’estate di due anni fa scatenarono una campagna denigratoria sulla zona costiera del santacrocese, millantando di abusi edilizi, inquinamenti marini, abusivismi sugli accessi a mare, cementificazione selvaggia, problemi ecologici e chi più ne ha più ne metta, risolte poi in bolle di sapone, che portarono a quella «spettacolare» operazione delle forze dell’ordine di una domenica di fine agosto del 2014. Allora la campagna denigratoria non fu incentrata su tutto il territorio ibleo ma focalizzata solo sul comune di Santa Croce Camerina, più debole e più facile da attaccare. Adesso si è ripetuta la stessa cosa, interessando un intero territorio, ma anche stavolta con risultati ben diversi rispetto a quelli prefissati. Troppo deboli e infondate le accuse, troppo evidenti le vere intenzioni. La "congiura" è fallita.

Sullo sfondo rimangono coloro, istituzioni locali o turistiche, che non sanno adeguatamente tutelare l’immagine di questo angolo di mondo che, a fronte di passate cementificazioni condannabili come in mille altri posti, è rimasto comunque tale da poter ancora cogliere i colori naturali intatti, il clima paradisiaco, il mare pulito, la luce intensa e avvolgente, il calore della gente, la semplicità e naturalezza della cucina. Tutte cose che non è possibile confutare e che rappresentano il pregio di Punta Secca e dei suoi luoghi. Difficile da schizzare di fango o da scalfire.