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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 986
SANTA CROCE CAMERINA - 04/04/2016
Attualità - Cui prodest? C’è chi viene mosso da invidia e chi viene usato come utile idiota

Il "caso" montato da "qualcuno" ma già sgonfiato sulla terrazza "abusiva" della casa Montalbano per rovinare il turismo ibleo

Sullo sfondo rimangono coloro, istituzioni locali o turistiche, che non sanno adeguatamente tutelare l’immagine di questo angolo di mondo Foto Corrierediragusa.it

Il "caso" della terrazza presunta "abusiva" della Casa Montalbano (foto) a Punta Secca si è sgonfiato in poche ore. Non è stata una indagine del commissario più famoso d’Italia a fare luce sul "fattaccio", ma le immediate spiegazioni, con tanto di documenti alla mano, del legittimo proprietario del famoso stabile ora adibito a B&B (gettonatissimo), con tanto di assoluzione dei legittimi proprietari nel 1995 da parte del pretore di Comiso chiamato a pronunciarsi sul procedimento di presunto abusivismo. Qualcuno quini ha goffamente provato a montare il "caso", utilizzando qualcun altro come utile idiota. Perché? Adesso vi diamo la nostra spiegazione, per carità molto personale e quindi soggettiva. La notorietà della Casa di Montalbano è al suo apice. La conoscenza a livello nazionale ed europeo di Punta Secca, dei suoi luoghi e dei luoghi turistici delle città della provincia di Ragusa sono al massimo. L’incremento del turismo nella provincia iblea è impressionante e le previsioni di incremento turistico per la prossima stagione estiva sono altrettanto impressionanti. Due più due fa quattro. Tutto questo evidentemente ha infastidito e continua a infastidire "qualcuno" più o meno interessato e che, in periodi di crisi, invidia la crescita turistica del territorio ibleo. Cui prodest? A chi giova lo "scandalo"? Forse a coloro che già nell’estate di due anni fa scatenarono una campagna denigratoria sulla zona costiera del santacrocese, millantando di abusi edilizi, inquinamenti marini, abusivismi sugli accessi a mare, cementificazione selvaggia, problemi ecologici e chi più ne ha più ne metta, risolte poi in bolle di sapone, che portarono a quella «spettacolare» operazione delle forze dell’ordine di una domenica di fine agosto del 2014. Allora la campagna denigratoria non fu incentrata su tutto il territorio ibleo ma focalizzata solo sul comune di Santa Croce Camerina, più debole e più facile da attaccare. Adesso si è ripetuta la stessa cosa, interessando un intero territorio, ma anche stavolta con risultati ben diversi rispetto a quelli prefissati. Troppo deboli e infondate le accuse, troppo evidenti le vere intenzioni. La "congiura" è fallita.

Sullo sfondo rimangono coloro, istituzioni locali o turistiche, che non sanno adeguatamente tutelare l’immagine di questo angolo di mondo che, a fronte di passate cementificazioni condannabili come in mille altri posti, è rimasto comunque tale da poter ancora cogliere i colori naturali intatti, il clima paradisiaco, il mare pulito, la luce intensa e avvolgente, il calore della gente, la semplicità e naturalezza della cucina. Tutte cose che non è possibile confutare e che rappresentano il pregio di Punta Secca e dei suoi luoghi. Difficile da schizzare di fango o da scalfire.