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SANTA CROCE CAMERINA - 18/10/2015
Attualità - Troppe polemiche sterili su un caso forse montato ad arte

Abbattimento ex caserma: per colpa di chi?

L’assessore chiamato in causa si difende dalle insinuazioni Foto Corrierediragusa.it

Polemiche dopo il servizio di lunedì scorso del programma di Italia 1 «Le Iene» che si sono occupate della demolizione della Dogana Borbonica ed ex caserma della Guardia di Finanza di Punta Secca, messa in atto dall’amministrazione comunale lo scorso fine maggio. Il servizio de «Le Iene» ha puntato sulla mancanza di autorizzazioni del Comune ad abbattere la struttura e sul beneficio che ne ha tratto l’assessore Giansalvo Allù (foto) che ha una casa proprio di fronte l’ex caserma. Lo stesso assessore Allù, durante il servizio, ha offerto dei macallé al giornalista che intervistava il sindaco Franca Iurato, che ha ricordato i cannoli offerti da Totò Cuffaro, scatenando delle prese di posizioni da parte dell’opposizione che chiede adesso le sue dimissioni. Lo stesso Allù adesso interviene con un comunicato stampa. «Mi sorprende che alcuni consiglieri comunali – esordisce l’assessore -, per fortuna solo alcuni, anziché preoccuparsi del bene comune si siano intestati la battaglia di un singolo, di un privato, che porta avanti i propri interessi per una speculazione che nulla ha a che vedere con il bene comune.

E’ bene precisare – afferma Allù – che noi rappresentiamo un ente pubblico e quindi, per forza di cose, perseguiamo interessi diametralmente opposti anche rispetto a quei consiglieri che si sono intestati la battaglia di un privato. E il nostro primario obiettivo è stato e continua ad essere la realizzazione del programma elettorale del sindaco Iurato. La demolizione dell’ex caserma fa parte integrante proprio di quel programma e nessuno può dire il contrario. Basta leggere le carte. E’ un fatto di serietà, dunque, portare avanti quello che si dice.

La Giunta Iurato – continua l’esponente del Pd locale - è riuscita a dare attuazione a uno dei punti più qualificanti del proprio programma: magari riuscissimo a realizzarlo al cento per cento». Riguardo alla richiesta di revoca del mandato nei suoi confronti che alcuni consiglieri di opposizione hanno indirizzato al sindaco Allù precisa che «le speculazioni nei confronti del sottoscritto lasciano il tempo che trovano. Sono stato criticato – ammette - perché la mia casa a Punta Secca sorge nel complesso che ha usufruito dell’abbattimento dell’ex caserma. Peccato che sia un’abitazione - precisa - che appartiene da generazioni alla mia famiglia e non sia l´unico caso. E allora che cosa avremmo fatto? – si domanda l’assessore Allù - Ci saremmo messi d’accordo per ottenere dei benefici? Ma saremmo così folli? Oltre a correre rischi non si sa bene per quali motivi? Io invece so solo che, in questo ultimo tempo, Punta Secca, con alcune mirate iniziative, è ritornata a vivere oltre ad essere frequentata da moltissimi turisti ogni giorno, addirittura pure in questo periodo autunnale.

Al posto dell’ex caserma della Gdf – annuncia Allù - sorgerà un belvedere, uno spazio pubblico per tutti, un nuovo punto di aggregazione per i residenti e per i turisti. Ci siamo affidati ai nostri uffici che, secondo me, in questa vicenda della demolizione, hanno operato al meglio. Chi continua a criticare, ed è il gioco delle parti, lo fa perché spera che le cose non si facciano. Al contrario di chi invece amministra dimostrando di non guardare in faccia nessuno ma pensando soltanto al bene comune come obiettivo primario». L’ultima riflessione l’assessore Allù la riserva alla questione dei macallè.

«Anche per quanto riguarda questo aspetto – dice ancora – si è voluto portare avanti un facile sensazionalismo. E’ da sempre nostra abitudine, a maggior ragione quando ci sono ospiti che non hanno mai visitato queste zone, offrire a chi viene a trovarci a palazzo di città qualche prelibatezza gastronomica del nostro territorio. Il sindaco lo fa sempre con il pane di San Giuseppe. Io, invece, ho scelto i macallè che sono delle prelibatezze dolciarie tipiche della nostra zona e che, da qualche tempo in qua, risultano apprezzati dai turisti in maniera sempre crescente. Un gesto di accoglienza e di cortesia che continueremo a riservare a chiunque. Anche nel prossimo futuro».

LA REPLICA DI FIRULLO
In riferimento alle dichiarazioni rese dall’assessore Allù riguardanti l’abbattimento della Dogana Borbonica ed ex Caserma della Guardia di Finanza di Punta Secca, è intervenuto, nella qualità di delegato dalla ditta «M&&NC Srl», il signor Antonello Firullo: «Innanzitutto piace rammentare all’assessore Allù che un’ordinanza sindacale, regolarmente approvata e sottoscritta dal sindaco, si ritiene tale proprio perché è un atto pubblico e il solo motivo per il quale il sindaco non ha potuto mostrarla alla troupe delle «Iene» è che di fatto non esiste, appunto, alcuna ordinanza di demolizione della ex Caserma. Era un atto dovuto, anzi necessario prima di abbattere l’ex caserma della finanza di Punta Secca, come disposto dalla Legge. Stupisce che un assessore comunale disconosce tale procedimento e che un’ordinanza sindacale è un atto pubblico. Di seguito, ancora, rappresento che la ditta per la quale ho delega non ha presentato alcuna domanda per ottenere l’ex caserma per motivi «speculativi» come dichiarato esplicitamente dall’assessore Allù.

Nei fatti, ricordando prima di tutto che l’ex Caserma era di proprietà della Regione Siciliana, Demanio Marittimo, e tuttora l’area appartiene sempre allo stesso Ente Regionale e non al Comune di Santa Croce Camerina, si rammenta che la ditta, se ottenuta la Concessione Demaniale, avrebbe: restaurato interamente l’immobile, unico procedimento consentito dal Piano regolatore generale regolarmente vigente; bonificato l’area; offerto circa 12 posti di lavoro alla comunità di Santa Croce Camerina; realizzato i bagni pubblici gratuiti (inesistenti a Punta Secca); offerto gratuitamente due sale al Comune di Santa Croce Camerina per qualsiasi uso; realizzato il «Museo del Mare» gratuitamente; realizzato un solarium con annesse cabine e infermeria per le persone diversamente abili per accogliere, quindi, anche un turismo accessibile; realizzato una sala ristorazione e bar.

Opere legalmente richieste ai sensi dell’art. 36 del C.N. e pubblicate all’Albo Comunale di Santa Croce Camerina per un periodo di trenta giorni e dalla cui pubblicazione non sono giunte né osservazione né opposizioni da nessuno, nemmeno dal Comune stesso. Mi sembra che l’assessore Allù tende, ancora una volta, a non volere riconoscere l’errore fatto dall’Amministrazione comunale, di cui lo stesso ne fa parte, che ha demolito in fretta e furia l’immobile esistente già dal 1823, nonostante, addirittura, la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Ragusa aveva intimato con un documento regolarmente ricevuto dal Comune di Santa Croce Camerina, e in modo palese, di non procedere a qualsiasi tipo di demolizione.

Rammento all’assessore Allù che il sottoscritto ha già presentato alla Procura della Repubblica di Ragusa diversi esposti, denunce riguardante la demolizione della ex Caserma di Punta Secca, messa in atto dal Comune di Santa Croce Camerina, già dal giorno della demolizione stessa ed è alla giustizia che affido ogni eventuale verità dei fatti accaduti e non certamente al servizio delle «Iene» che comunque ha dato un giusto contributo mediatico alla vicenda per un procedimento di demolizione che ritengo illegittimo. Un servizio, quello delle «Iene», che comunque, come detto, ha dato un contributo ancora sconosciuto alla vicenda. Nevvero che dopo la trasmissione di Italia Uno, più persone anche sconosciute, mi hanno riferito dell’esistenza di alcune foto o addirittura di un piccolo video con un telefonino di persone che hanno avuto accesso all’interno dell’immobile nonostante «l’imminente» pericolo di crollo come ha riferito il sindaco, persone, sembra, incaricate dal Comune di Santa Croce Camerina per una ricognizione una settimana circa prima dei lavori di demolizione.

Colgo, quindi, l’occasione, qualora questi fatti fossero veri, per appellarmi ai cittadini di Santa Croce Camerina affinché chi avesse notizie o documentazione fotografica di questi fatti accaduti una settimana prima della demolizione di farle pervenire al comandante dei Carabinieri di Santa Croce Camerina, a nche in forma anonima, o anche al sottoscritto. Concludo augurando all’assessore Allù di godersi la bellissima vista panoramica del mare di Punta Secca e lo invito, ancora una volta, a gustare anche le «Teste di Turco» dolci tradizionali della mia città, Scicli».