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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1168
SANTA CROCE CAMERINA - 27/08/2015
Attualità - Per il sindaco Franca Iurato è stato mischiato il sacro al profano in modo inopportuno

Il monsignore e la "sindachessa"

Il primo cittadino dichiara: "Il mio andar via alla fine della celebrazione, quindi, è stato un segno di silenziosa protesta, nel rispetto dell’alto esponente della nostra chiesa Foto Corrierediragusa.it

Invece di cantare messa, il monsignore gliele ha proprio cantate ai sindaci di Ragusa e Santa Croce Camerina sul loro modo di amministrare. Assente Federico Piccitto, primo cittadino del capoluogo, la collega santacrocese seduta in prima fila non ha preso affatto bene il contenuto di una omelia simile ad un comizio. E così il sindaco Iurato si è sfilata la sua fascia tricolore, pur continuando ad ascoltare la predica dell’arcivescovo emerito Carmelo Ferraro in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Tindari a Punta Braccetto. Il gesto del primo cittadino non era passato inosservato ai più attenti, ma proprio tutti hanno poi notato la sua assenza dalla tradizionale processione del simulacro. Insomma, le parole del monsignore non sono piaciute per niente al sindaco di Santa Croce, che, dopo aver educatamente atteso la fine delle funzione religiosa non più da autorità istituzionale (dopo essersi tolta la fascia tricolore) ma da cittadina cattolica praticante, ha tolto il disturbo. Monsignor Ferraro aveva puntato il dito sulle pessime condizioni in cui vivono i residenti di Punta Braccetto, frazione che ricade nei territori di Ragusa e Santa Croce. Dal mancato allaccio della frazione alla rete fognaria, passando per l’acquisto da parte del comune di Santa Croce di una telecamera da 50 mila euro per fare le multe ai cittadini di Punta Secca che non rispettano la zona a traffico limitato e recapitargliele fino a casa, l’arcivescovo non ha mostrato peli sulla lingua. Un atteggiamento tutt’altro che apprezzato dalla Iurato, che, a freddo, ha precisato di ritenere oltremodo sgradevole la scelta del monsignore di mischiare il sacro al profano.

«La mia incredulità al momento dell’omelia, quando monsignor Ferraro ha sferrato un attacco assolutamente gratuito riguardo all’operato della mia amministrazione – scrive il sindaco in una nota – mi ha portato ad agire nella maniera più discreta possibile, per non mancare di rispetto ad un sacerdote, per di più avanti negli anni, che ha scelto un luogo e un momento poco opportuno per esprimere le proprie opinioni, al punto da risultare difficile distinguere se si stesse ascoltando una omelia o un comizio. Mi sono tolta la fascia, è vero, e sono rimasta ad ascoltare la funzione religiosa da cattolica praticante quale sono e non più da esponente politico, nonostante siano stati trattati dal monsignore in maniera imprecisa, e spero in buona fede, argomenti non di sua competenza ma che riguardano solo un sindaco e la sua giunta.

Per Punta Braccetto – prosegue il sindaco – noi abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità e cosa succeda per la parte di competenza di Ragusa non è certo un problema dell’amministrazione camarinense. Inoltre, non mi pare di aver mai chiesto la consulenza della chiesa cattolica, cui mi pregio di appartenere, per la gestione della zona a traffico limitato a Punta Secca. Il mio andar via alla fine della celebrazione, quindi, è stato un segno di silenziosa protesta, nel rispetto dell’alto esponente della nostra chiesa. Forse avrei dovuto alzarmi e chiedere con gentilezza al monsignore quali fossero le fonti della sua omelia. Ma ho convenuto fosse meglio che almeno io – conclude la nota – evitassi di mescolare sacro a profano».

Nella foto monsignor Ferraro e il sindaco Iurato