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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 978
SANTA CROCE CAMERINA - 29/03/2015
Attualità - Ha chiesto scusa il presidente dell’ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino

Gestione caso Loris: qualcuno dovrebbe vergognarsi

Troppi personaggi non in cerca di autore, ma di qualche minuto di visibilità Foto Corrierediragusa.it

Qualcuno dovrebbe dipingersi la faccia di rosso vergogna, come recita la bella canzone «I miei complimenti» di Marina Rei. Solo che, nella vicenda del caso Loris Stival, c’è ben poco da complimentarsi, mentre certi soggetti farebbero invece bene a chiedere scusa pubblicamente, proprio come ha fatto il presidente dell’ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino. "Sento il bisogno di scusarmi con la famiglia Stival ma anche con l´imputata Veronica Panarello per quello che in questi mesi abbiamo rappresentato sui media. Non li abbiamo rispettati. Il nostro dovere è di accompagnarli verso la verità. Non sempre per il caso Loris ci siamo riusciti". Queste parole Iacopino le ha pronunciate intervenendo a Santa Croce Camerina al seminario formativo sull´Informazione a tutela dei minori (foto) per il caso Loris, il bimbo di 10 anni strangolato a Santa Croce lo scorso 29 novembre, secondo gli inquirenti dalla sua stessa madre Veronica, finita in carcere per omicidio volontario e occultamento di cadavere. "Come giornalisti abbiamo fatto delle cose che meritano l´oscar della vergogna", ha concluso.

E noi aggiungiamo che a quei giornalisti o pseudo tali che hanno abbondato con eccessivo zelo nel fornire informazioni sulle quali non entriamo nel merito per non abbassarci al medesimo livello, vanno aggiunti quali corresponsabili pure tutti, ed evidenziamo tutti, coloro che hanno fornito elementi discutibili o addirittura coperti talvolta da segreto istruttorio che si sono rivelati fondamentali per la redazione di quegli articoli o di quei servizi televisivi contro cui si è scagliato il presidente Iacopino. Personaggi non in cerca di autore, ma di qualche minuto di visibilità, in preda ad una smania di protagonismo che rasenta il patologico, facendo perdere inevitabilmente di vista quello che dovrebbe essere l’unico obiettivo: la ricerca della verità e del colpevole del delitto al di là di ogni ragionevole dubbio.

Lungi da noi dal salire in cattedra (non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo mai) ma questa testata ha comunque effettuato un analitico esame autocritico, ritenendo di non aver commesso, in riferimento alla vicenda in oggetto, quei grossolani e gravissimi errori giustamente evidenziati da Iacopino e che hanno indiscutibilmente danneggiato la famiglia Stival e gli altri parenti prossimi. Si tratta di violazioni delle regole professionali riscontrate in alcuni media locali, regionali e nazionali per i quali sono state avviate dall’ordine procedure disciplinari volte a punire in primis autentici atti di sciacallaggio in alcuni casi compiuti pure da chi si era peraltro arrogato l’assurda pretesa di fare le pulci agli altri senza prima dare un’occhiata in casa propria.

La vicepresidente dell’autorità garante per la privacy Augusta Iannini ha non a caso citato i modelli tedeschi, ricordando che il diritto di riservatezza dei minori è l’unico che vale sempre e comunque più di quello di cronaca e di critica. "La nostra città - ha poi detto il sindaco Franco Iurato - con grande dignità ha forse inconsapevolmente applicato la Carta di Treviso meglio di quanto abbiano fatto i giornalisti. Santa Croce Camerina ha fatto scudo non per omertà ma per tutelare chi, come il fratellino di Loris, aveva già perso troppo. Ci auguriamo che almeno questo dolore serva a riflettere sulla nostra umanità e intelligenza e il nostro modo di usare la parola".

Dubitiamo che questa riflessione volutamente compiuta nella cittadina iblea dove questa terribile vicenda ha avuto inizio servirà davvero a sensibilizzare tutti gli «attori» di questo ennesimo circo mediatico, ma, come recita il vecchio adagio, la speranza è sempre l’ultima a morire. Noi possiamo assicurarvi che ancora più di prima tratteremo gli sviluppi di questa delicata vicenda con la massima cura possibile, tralasciando aneddoti da telenovela di serie Z o altre precisazioni inutili e pleonastiche sulle indagini in corso. Magari se anche taluni «colleghi» e i corresponsabili di cui sopra facessero altrettanto, tutto risulterebbe più semplice e lineare. Quando ci saranno le novità, quelle vere, state certi, cari lettori, che continuerete a leggerle su questa testata, nel più totale rispetto possibile di tutto e di tutti.