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SANTA CROCE CAMERINA - 20/12/2011
Attualità - Nota della società di gestione dell’acquedotto comunale

Le precisazioni della "Mediale" sul caso S. Croce

Riguardo alla citazione che la stessa società ha formulato nei confronti del sindaco per il pagamento di spettanze per usi civici

La Mediale interviene con una precisazione riguardo alla citazione che la stessa società ha formulato nei confronti del sindaco per il pagamento di spettanze per usi civici. «La Mediale s.r.l. in forza della concessione e nell’ ambito della gestione del servizio fornisce acqua anche a tutti gli edifici comunali ed utilizzati per fini istituzionali. Ciò sin dalla stipula della concessione. Il Comune non ha mai pagato tali utenze, tanto che ad oggi Mediale s.r.l. ha maturato un cospicuo credito nei confronti del Comune (circa un milione di Euro). Il mancato pagamento da parte del Comune ha obbligato Mediale ad agire nei confronti dell’ Ente per il recupero di quanto dovuto in relazione agli anni 2008-2009 e 2010.

Il Comune, nel proporre opposizione a tali decreti ingiuntivi (concessi dal Tribunale provvisoriamente esecutivi), al fine di sottrarsi al pagamento ha sostenuto che la domanda andava eventualmente proposta nei confronti di funzionari ed amministratori e non nei confronti dell’ Ente. E’ solo per questo motivo ed in via subordinata che Mediale, nell’ ipotesi in cui la tesi difensiva del Comune dovesse essere accolta (e cioè che sono responsabili del pagamento gli amministratori) ha chiamato in giudizio il Sindaco, che nel tempo ha sempre richiesto la fornitura di acqua.

Nessun atto intimidatorio quindi di Mediale nei confronti del sindaco, che forse avrebbe fatto meglio a rivolgere le proprie lamentele nei confronti del Comune stesso, che paradossalmente, dopo averne in giudizio sostenuto la responsabilità patrimoniale, gli esprime solidarietà per una chiamata in causa determinata proprio dalle difese dell’ ente». Per quanto ci riguarda, precisiamo che non abbiamo mai scritto che il sindaco ha detto che l’iniziativa della Mediale è un «atto intimidatorio» ma abbiamo solo riferito che di «atto intimidatorio» hanno parlato i consiglieri comunali nel corso dell’ultimo consiglio comunale, come si può desumere dagli atti del consiglio comunale stesso.

Lo stesso sindaco Lucio Schembari in un comunicato stampa conferma questa versione dichiarando «Non ho mai usato il termine atto intimidatorio». E’ stato il consiglio comunale, nell’ultima seduta, ad esprimere solidarietà al primo cittadino. «Non ho mai detto in consiglio una citazione del genere riferito ad un atto intimidatorio nei miei confronti.- dice il sindaco Lucio Schembari – non riesco a capire il giornalista (non il sottoscritto ma altri colleghi, ndc) dove abbia preso una citazione così forte. E’ stato semmai il consiglio ad usare questi termini. Saranno i giudici a dirimere questa controversia oramai decennale tra l’amministrazione e la ditta privata».