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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 912
SANTA CROCE CAMERINA - 26/11/2011
Attualità - Il primo cittadino della città iblea più popolata di tunisini

Il sindaco Lucio Schembari come Giorgio Napolitano, sì alla cittadinanza agli immigrati nati in Italia

L’idea espressa durante una riunione provinciale del movmento «Terri-torio», farà discutere vivacemente
Foto CorrierediRagusa.it

Il sindaco Lucio Schembari (foto)come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è a favore del voto ai figli di immigrati nati in Italia. In una cittadina che registra la più alta percentuale di donne e ragazzi di immigrati in provincia e la prima in Sicilia per la più alta percentuale di immigrati rispetto alla popolazione residente, il sindaco Lucio Schembari scuote le coscienze di molti cittadini e fa sua la proposta del presidente Napolitano.

«Durante una riunione a livello provinciale del movimento «Territorio» (quello nato per volontà del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, ndc) – spiega il sindaco Schembari – ho proposto al direttivo di portare avanti l’iniziativa di concedere la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia, in quanto sono cittadini italiani a tutti gli effetti. Non è possibile infatti – secondo il primo cittadino di S.Croce – che non ci debba essere questa prerogativa per tanti giovani immigrati che hanno aperto bar, negozi o altre attività economiche nel nostro territorio, dando ulteriore impulso all’economia locale. Sarà così in programma - annuncia il sindaco Schembari – l’effettuazione di una tavola rotonda a S.Croce, nei prossimi mesi, alla quale saranno invitati esperti e legali della materia, dai cui spunti dibattimentali sarà articolato un documento da trasmettere al ministero del’Interno per rafforzare la richiesta di tale prerogativa civile».

Sarà anche un tema che scalderà i dibattiti interni al Pdl locale che, sull’accoglienza agli immigrati, durante una assemblea di partito dello scorso maggio, ha fatto emergere delle posizioni interne di alcuni attivisti dalle sfumature marcatamente poco tolleranti agli atteggiamenti al limite della legalità e al comportamento poco civico attuato da una parte di alcuni immigrati residenti nel territorio. Posizioni queste comunque dall’accento fortemente preconcetto che si scontrano con l’atteggiamento di tolleranza che i cittadini hanno sempre tenuto nei confronti degli immigrati e soprattutto delle categorie commerciali della cittadina, da anni ben coscienti del positivo contributo che i tanti immigrati residenti hanno dato all’economia locale, sostenendo molte attività economiche che, in un periodo di crisi come quello attuale ormai in atto da anni, avrebbero potuto altrimenti avere anche risvolti drammatici.