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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 786
SANTA CROCE CAMERINA - 06/08/2011
Attualità - Soddisfatto il sindaco Lucio Schembari

Svolta storica per S. Croce, approvato piano alberghi

I progetti dovranno adesso venire approvati dalla stessa Regione siciliana dopodiché saranno ripresentati in consiglio comunale per la definitiva approvazione

«E’ una svolta storica non solo per S.Croce ma per tutta la provincia di Ragusa». E’ quanto pronuncia con enfasi il sindaco Lucio Schembari dopo l’approvazione nel consiglio comunale di giovedì sera della variante generale dei 23 progetti per la realizzazione di altrettanti alberghi e villaggi turistici di media dimensione, con posti letto variabili da 150 a un massimo di trecento e per un totale di 3 mila e duecento posti letto. Gli alberghi, è questa la novità, saranno realizzate in aree agricole come insediamenti produttivi-turistici concessi dalla Regione siciliana solo per queste finalità.

I progetti dovranno adesso venire approvati dalla stessa Regione siciliana dopodiché saranno ripresentati in consiglio comunale per la definitiva approvazione secondo i canoni e i parametri definiti in precedenza nel bando di presentazione del progetto.

«L’approvazione della variante generale delle istanze per la realizzazione degli alberghi – sottolinea il sindaco Schambari – è un grande passo avanti per l’economia locale perché si creeranno tantissimi posti di lavoro, si elimineranno ben 20 ettari di serre a ridosso delle spiagge fra Punta Secca e Punta Braccetto e il territorio sarà il primo in provincia a realizzare tali tipo di infrastrutture così congegnate. Senza contare – ammette il sindaco - le ricadute positive su tutta l’economia locale, normalmente dedita all’agricoltura che potrà trovare una alternativa economica di sicuro avvenire».

La variante è stata approvata a larga maggioranza comprendendo una parte dell’opposizione che aveva lavorato alla realizzazione del Piano alberghi. L’altra parte, il Pd e «Motivazione e proposta», ha votato contro ritenendo troppo alto il numero dei posti letto, la mancata individuazione di una «zona alberghiera» specifica e l’inadeguatezza delle infrastrutture del comprensorio.