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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 632
SANTA CROCE CAMERINA - 13/05/2011
Attualità - Si acuisce lo scontro tra il comune e la società che gestisce l’acquedotto

Mediale non restituisce il deposito cauzionale ai cittadini

Niet anche sull’abbattimento della metà dei consumi anomali

Sarà destinato ancora ad alzarsi il tono del confronto fra Comune e la Mediale, la società di gestione dell’acquedotto comunale, da diverso tempo in contrasto per l’esosità delle bollette idriche, dopo che l’amministrazione comunale ha dato incarico ad un legale di contestare alla società catanese la mancata applicazione di due norme del regolamento idrico comunale.

I due punti del regolamento idrico approvato un anno fa che la Mediale non sta rispettando riguardano la restituzione del deposito cauzionale per l’anticipo sui consumi e l’abbattimento della metà dei consumi anomali. La società, che ha la gestione l’acquedotto comunale dal 1998, ad un anno dall’introduzione di tali norme, continua infatti a non restituire ai cittadini il deposito cauzionale di 103 euro ad utenza, che era stato fissato dal consiglio comunale variando il precedente regolamento idrico, antecedente al ’98 e sul quale era stato basato il contratto di gestione.

La Mediale in effetti, dopo l’introduzione della norma operata dal massimo consesso cittadino, aveva preso la decisione, supportata dalla consulenza dei propri legali, che tale norma di restituzione del deposito cauzionale come anticipo sui consumi non poteva essere introdotta, giungendo anche a non accettare le decurtazioni di tale deposito che diversi cittadini avevano operato autonomamente sulle bollette dopo la decisione del consiglio comunale.

L’amministrazione comunale non ci vede chiaro anche nell’atteggiamento della società di gestione della rete idrica e fognaria che non accetta più l’abbattimento del 50% dei consumi anomali, precedentemente definito anche dagli stessi tecnici della Mediale, richiedendo il pagamento dell’intero importo e applicando anche gli interessi di mora sul restante 50% se gli utenti decidano di non pagare entro i termini fissati. L’azione legale potrebbe portare ad una citazione in giudizio della Mediale e ad un contenzioso che, si prospetta, inasprirebbe l’atteggiamento della società nell’ormai ultradecennale rapporto fra i cittadini, i non residenti e l’amministrazione comunale, da un lato, e la stessa società di gestione dall’altro, con il profilarsi di tensioni fra la popolazione.