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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1286
SANTA CROCE CAMERINA - 06/11/2010
Attualità - Santa Croce Camerina: dopo la denuncia della Lega consumatori e di Mpa

Dibattito caro acqua S. Croce, ora parla il sindaco Schembari

La problematica interessa anche le borgate della fascia costiera, da Caucana a Casuzze, passando per Punta secca

Il polverone alzato dalla Lega consumatori, da partiti politici e dai consiglieri comunali di opposizione La Rosa e Cascone a proposito dell’esosità delle bollette idriche e della nuova addizionale sui consumi, non ha lasciato indifferente il sindaco Lucio Schembari, tirato in ballo per attuare alcune iniziative e spiegare l’introduzione di queste nuove tasse. Il primo cittadino, come da far suo, entra con moderazione nel dibattito e precisa punto per punto i termini della questione sollevati dalla Lega consumatori e dai consiglieri di opposizione.

«L’intervento della Lega consumatori che ha invitato i cittadini a chiedere i crediti rivendicati alla Mediale – esordisce il sindaco – è scaturito dall’aver appreso da un nostro assessore che proprio l’amministrazione comunale aveva informato i cittadini a rivalersi del deposito cauzionale di 103 euro per l’allaccio all’acquedotto già versato a suo tempo alla Mediale e che tali depositi potevano essere recuperati tramite compensazione con il dovuto per il consumo idrico effettivo.

A luglio – precisa Schembari - avevo infatti inviato una lettera alla Mediale invitandola a non inserire il pagamento dell’addizionale di gestione di 60 euro annuali nelle bollette di coloro che avevano pagato il deposito cauzionale di 103 euro appunto per consentire a questi cittadini, circa 3 mila, di poter recuperare tale cauzione. La società catanese però – puntualizza il primo cittadino - non ha ottemperato a quest’invito per cui nelle scorse settimane ho esposto un annuncio in piazza nel quale ho informato i cittadini dell’eliminazione dei 103 euro del deposito cauzionale e della possibilità di richiederne la restituzione».

Alcuni cittadini in questi giorni si sono effettivamente recati alla Mediale per richiedere proprio la compensazione del deposito cauzionale dalle bollette in corso di pagamento ma è stato risposto loro che la società invierà a casa l’assegno con l’importo da riscuotere e che intanto devono regolarmente pagare le bollette. E’ sorto così fra gli utenti più di un dubbio su tale procedura e sull’intenzione della Mediale di dare seguito alla restituzione del deposito cauzionale.

Il deposito cauzionale infatti era stata una clausola fondamentale del contratto stipulato a suo tempo fra l’amministrazione comunale sorretta a suo tempo da Gaetano Cascone e la Mediale che prevedeva appunto 103 euro di deposito su 8 mila utenti, che sarebbe stato restituito dopo 18 anni. I conti sono presto fatti per cui non si sa se realmente la Mediale avrà la volontà di disfarsi di tale capitale, essendo una norma inserita nel contratto firmato nel 1998.

Il sindaco Lucio Schembari puntualizza inoltre: «Vorrei ricordare ai consiglieri di opposizione – sostiene - che l’addizionale di gestione dei 60 euro l’anno non è stata istituita arbitrariamente dalla mia amministrazione comunale ma è stata decisa negli incontri in prefettura fra il Prefetto, l’Ato idrico, l’amministrazione comunale e i rappresentanti legali della Mediale srl appunto per ottemperare al contratto con la stessa Mediale che vuole che le tariffe idriche rispettino l’equilibrio economico-finanziario del contratto di gestione.

Riguardo all’attivazione di un fondo di compensazione per le famiglie bisognose, come richiesto dai consiglieri La Rosa e Cascone – osserva poi il sindaco Schembari – l’amministrazione comunale è disponibile a venire incontro alle esigenze delle famiglie bisognose purché si attivino delle richieste specifiche da parte di questi soggetti». Il dibattito comunque è destinato a riservare altri momenti di confronto, vista l’asperità delle posizioni e l’acuirsi di atteggiamenti radicalizzati e che non contribuiscono a fare chiarezza da parte di tutti i soggetti interessati.

IL PROBLEMA DEL CARO ACQUA

I circa 7mila residenti di Santa Croce Camerina rischiano di annegare nei debiti del canone idrico. Caso unico in Sicilia, il piccolo comune ibleo fa pagare ai cittadini 2 euro e 60 al metro cubo di acqua, quasi il doppio rispetto a Ragusa, capoluogo di provincia.

La problematica interessa anche le borgate della fascia costiera, da Caucana a Casuzze, passando per Punta secca. Una situazione paradossale giustificata dal fatto che il comune si costruì la rete idrica e quella fognaria tramite un project financing appaltato a privati. La gestione della condotta idrica è affidata da oltre un decennio alla «Mediale Spa», che pratica tariffe decisamente alte, in base alle delibere di giunta.

Una circostanza che suscita l’indignazione del consigliere nazionale e presidente provinciale della Lega Consumatori Luciano Nicastro, secondo cui «In questi tempi di crisi non si possono tartassare i residenti con tariffe così alte, che diventano ancora più esose per i non residenti che possiedono le case di villeggiatura, scoraggiando i turisti, altrimenti attratti dal fascino dei luoghi di Montalbano». Peraltro, stando a quanto denunciato da Nicastro, la «Mediale Spa» non avrebbe ancora restituito agli utenti le somme anticipate a credito per il servizio erogato, nell’ambito del riequilibrio dei conti.

La Lega consumatori chiede quindi l’intervento del prefetto Francesca Cannizzo e del sindaco Lucio Schembari, teso a rivedere le tariffe. Sulla questione era anche intervenuto il Movimento per l’Autonomia. A tal proposito il primo cittadino si dice disponibile ad incontrare il presidente della Regione Raffaele Lombardo per chiedergli un contributo di 500 mila euro all’anno per tre anni, equivalente alla somma mancante per pagare la Mediale Spa e procedere al riequilibrio delle tariffe».

L’iniziativa della Lega Consumatori segue la comunicazione effettuata proprio in questi giorni dal sindaco Lucio Schembari che invita i cittadini a rivalersi del deposito cauzionale di 103 euro per l’allaccio all’acquedotto già versato a suo tempo alla Mediale. Tali depositi potranno essere recuperati tramite compensazione con il dovuto per il consumo idrico effettivo. Il sindaco Schembari aveva invitato la Mediale a non inserire il pagamento del canone di 60 euro annuali nelle nuove bollette appunto per consentire ai cittadini di poter recuperare il deposito cauzionale ma la società catanese non ha dato seguito all’invito del sindaco.

LE ALTRE REAZIONI

Continuano le reazioni sulle problematiche attuali legate alle bollette idriche. Ad intervenire sono adesso i consiglieri comunali autonomi di opposizione Giorgio La Rosa e Giuseppe Cascone che in una precisa e articolata nota affrontano l’aspetto legato all’addizionale idrica. «In questi giorni – esordiscono i due consiglieri di opposizione - stanno pervenendo nelle case dei cittadini di S. Croce Camerina e dei villeggianti delle frazioni marinare, le bollette relative a consumi dell’acqua potabile e della rete fognaria attinenti al 2° quadrimestre 2010m dove gli utenti stanno trovando un balzello addizionale di 20 euro a quadrimestre (60 euro annue più iva) per ciascuna utenza regolarmente registrata. Trattasi, secondo le intenzioni della maggioranza, di una addizionale «una tantum» per il cosiddetto riequilibrio di gestione, relativamente al progetto di finanza realizzato per le condutture dell’acqua potabile e della rete fognaria nelle zone a mare e in parte nel centro abitato di Santa Croce.

A nostro parere – è l’assunto di La Rosa e Cascone - questa addizionale diverrà invece «una semper», visto che tutte le promesse di risolvere «politicamente» la questione, fatte dal Sindaco non si sono mai concretizzate, ma anzi quest’ultime hanno contribuito solo a creare false aspettative, confusione e ritardi, con conseguente aggravio delle spese e dei relativi interessi. In sede di discussione delle nuove tariffe idriche per 2010 inoltre – precisano inoltre i due consiglieri ex margheritini - il Sindaco si era impegnato ufficialmente a fare in modo di attivare un fondo di compensazione per permettere alle famiglie più bisognose e ai pensionati, di poter fare fronte a questa ennesima iniqua tassa.

Di questa nuova tassa, che colpisce indistintamente tutti gli utenti senza alcun criterio logico rapportato ai consumi, non è stata data –sostengono La Rosa e Cascone - alcuna chiara informazione in merito; non è mai stata data pubblica informazione nemmeno sull’istituzione del fondo di compensazione. Alla luce di quanto esposto –chiedono i due consiglieri autonomi - chiediamo un incontro urgente al sindaco, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale, per fare chiarezza sulla situazione e per capire le intenzioni dell’Amministrazione Comunale in merito al problema su esposto e per avere risposte chiare e certe sulle azioni da intraprendere».