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ROMA - 08/12/2015
Attualità - Nella basilica di San Pietro

Giubileo Roma: il Papa ha aperto la Porta Santa

Francesco: "Riprendiamo con la stessa forza e entusiasmo la spinta missionaria del Concilio" Foto Corrierediragusa.it

Il Papa ha aperto la porta santa della basilica di San Pietro. Finita la messa sul sagrato, ha indossato un mantello bianco e ascoltato il diacono leggere le parole di introduzione al rito. Quindi è entrato nell´atrio e, dopo aver recitato una preghiera, ha salito i gradini e ha aperto la porta, sostando in silenzio sulla soglia. Papa Francesco ha spinto più volte le ante della Porta Santa prima che questa si aprisse: infine, il portone si è spalancato ed il Pontefice è stato il primo a varcarlo, seguito poco dopo dal papa emerito Joseph Ratzinger, sorretto dal segretario mons. Georg Gaenswein. "Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza". Lo ha detto il Papa nella messa durante la quale aprirà la porta santa di S.Pietro, per il giubileo della misericordia, invitando ad abbandonare ogni "paura e timore" e vivere la "gioia". "Riprendiamo con la stessa forza e entusiasmo" la "spinta missionaria" del Concilio, che 50 anni fa, prima che produrre documenti, "è stato un incontro, un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo". La festa dell´ Immacolata, ha spiegato il Papa in un passaggio, "è l´amore di Dio che previene, che anticipa e che salva. L´inizio della storia di peccato nel giardino dell´Eden si risolve nel progetto di un amore che salva. Le parole della Genesi - ha spiegato - riportano all´esperienza quotidiana che scopriamo nella nostra esistenza personale. C´è sempre la tentazione della disobbedienza, che si esprime nel voler progettare la nostra vita indipendentemente dalla volontà di Dio. E´ questa l´inimicizia che attenta continuamente la vita degli uomini per contrapporli al disegno di Dio. Eppure, anche la storia del peccato è comprensibile solo alla luce dell´amore che perdona, di fatto - ha aggiunto a braccio - soltanto sotto questa luce si capisce". "Se tutto rimanesse relegato al peccato - ha commentato papa Bergoglio - saremmo i più disperati tra le creature, mentre la promessa della vittoria dell´amore di Cristo rinchiude tutto nella misericordia del Padre. La parola di Dio che abbiamo ascoltato non lascia dubbi in proposito. La Vergine Immacolata è dinanzi a noi testimone privilegiata di questa promessa e del suo compimento".

"Oggi qui a Roma e in tutte le diocesi del mondo, varcando la Porta Santa - ha detto papa Francesco nell´omelia della messa giubilare - vogliamo anche ricordare un´altra porta che, cinquant´anni fa, i Padri del Concilio Vaticano II spalancarono verso il mondo. Questa scadenza - ha spiegato - non può essere ricordata solo per la ricchezza dei documenti prodotti, che fino ai nostri giorni permettono di verificare il grande progresso compiuto nella fede. In primo luogo, però, - ha sottolineato papa Bergoglio - il Concilio è stato un incontro. Un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo. Un incontro - ha rimarcato il papa latinoamericano - segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l´avevano rinchiusa in sé stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro&hellip dovunque c´è una persona, là la Chiesa è chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo e portare la misericordia e il perdono di Dio. Una spinta missionaria, dunque, che dopo questi decenni riprendiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo". In un´altra successiva aggiunta a braccio, il Papa ha nuovamente sottolineato il fatto che questo giubileo non è centrato su Roma ma sulle periferie: "Oggi, varcando la porta santa, qui a Roma e in tutte le diocesi del mondo, - questa l´aggiunta a braccio - vogliamo anche ricordare" la porta aperta dal Concilio 50 anni fa, quando i padri la "spalancarono verso il mondo". Poche altre aggiunte a braccio, nella omelia, e a carattere spirituale: dopo aver ricordato la "profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente, è lui - ha integrato - che ci cerca, è lui che ci viene incontro". Parlando della storia del peccato, "comprensibile solo alla luce dell´amore che perdona, di fatto - ha aggiunto - soltanto sotto questa luce si compie". Poco prima di concludere l´omelia, infine, dopo aver spiegato che la Chiesa è chiamata a raggiungere ogni persona "per portare la gioia del Vangelo, per portare - ha sottolineato - la misericordia e il perdono di Dio". La messa è stata preceduta alle 8,20 dal suono delle campane e poi dalla recita del rosario. In piazza anche le delegazioni che, secondo il cerimoniale, dovrebbero essere state salutate dal Pontefice intorno alle 9,15, all´interno della basilica, presso la cappella della Pietà. La delegazione italiana è guidata dal presidente Sergio Mattarella, presente il premier Matteo Renzi.

I PELLEGRINI
Circa 50mila persone in piazza San Pietro. E´ quanto fanno sapere dalla Sala Gestione Giubileo, la sala operativa di Prefettura e Comune di Roma. Pellegrini in fila sin dall´alba. Alle 6,3o le forze dell´ordine hanno aperto i varchi di accesso alla piazza dove sono allestiti metal detector e i fedeli si stanno sottoponendo ai controlli. Sveglia prestissimo, addirittura nottetempo, e in viaggio verso piazza San Pietro: è iniziata la giornata dei pellegrini arrivati a Roma per il Giubileo. "Ci siamo svegliati alle 3:45, abbiamo preso il treno da Terracina alle 4:51 per Roma - racconta Anna Rita a bordo del 64, il bus che dalla stazione Termini porta a San Pietro -. E´ stata una levataccia ma l´ho fatto con il cuore. Sono venuta con mio figlio. È´ il primo Giubileo che vivo in diretta e sono serena". Teresa, una volontaria di un associazione cattolica le fa eco: "Io vengo da Fondi e mi sono svegliata ancora prima. Sono venuta con un gruppo di altri volontari per accompagnare i disabili durante il Giubileo".

LE MISURE DI SICUREZZA
Appare super presidiata dalle forze dell´ordine l´area di San Pietro, dove per i pellegrini è previsto un doppio controllo: nell´area antistante alla piazza dove sono state allestite delle transenne e gli agenti fanno controlli persona per persona e poi sotto il colonnato dove sono attivi dei metal detector. Pellegrini in fila a San Pietro per partecipare all´apertura della porta Santa a Roma. Chiuse al traffico le strade limitrofe alla basilica di San Pietro, dove sono state poste delle transenne, presidiate dalle forze dell´ordine. I pellegrini stanno percorrendo a piedi via della Conciliazione, in direzione della Basilica. Sarà il primo Giubileo blindato della storia, oltre ad essere il primo "dedicato" ad un tema, quello della Misericordia, voluto da Papa Francesco per questo Anno Santo straordinario. A fianco alla secolare cerimonia di apertura della porta santa, insieme alle tecnologie che renderanno San Pietro splendente di luci colorate al led, Roma si appresta a vivere una giornata all´insegna della massima sicurezza, con migliaia di uomini e mezzi utilizzati per garantire a tutti uno svolgimento sereno della suggestiva cerimonia. In piazza San Pietro, anche per dimostrare al mondo che non si cede alla paura, la delegazione italiana sarà guidata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, tra gli altri, comprenderà il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro dell´Interno, Angelino Alfano.

"Da questo Giubileo mi aspetto che cambi qualcosa nel mondo, meno violenza e più incontro tra le persone". Lo dice Luisa, una delle pellegrine arrivate a San Pietro per partecipare all´apertura della porta Santa. Jasmine, originaria di Mauritius, in fila per accedere a piazza San Pietro spiega: "Siamo venuti a pregare affinché ci sia la pace e non la violenza". "A me piace il Papa - dice Anne di Dublino -, è un uomo semplice e dà messaggi semplici e profondi: umanità e pace".