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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1216
ROMA - 16/09/2015
Attualità - Presentato il Rapporto 2015, "Dopo la crisi, costruire il welfare"

Caritas contro le povertà, diocesi Noto in prima fila

Tanti i progetti attivati sul territorio tra cui "Frutti degli Iblei", "L’arcolaio, "Crisci ranni" Foto Corrierediragusa.it

La diocesi di Noto insieme a quelle di Torino e Messina è luogo di sperimentazione e monitoraggio del programma «Azioni di sistema contro la povertà». Se ne è parlato a Roma nell’ambito della presentazione del Rapporto 2015 di Caritas Italiana sulle politiche contro la povertà in Italia dal titolo «Dopo la crisi, costruire il welfare». E´ stato un momento di riflessione sulle condizioni di povertà intercettate nei centri di ascolto diocesani presenti sui territori e sulle decisioni assunte in tema di contrasto della povertà stessa, che ha visto gli interventi di Claudio De Vincenti (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio), don Francesco Soddu (direttore di Caritas Italiana), prof. Cristiano Gori (responsabile scientifico del Rapporto), Lorenzo Lusignoli (Dipartimento Politiche Sociali e della Salute della Cisl), Luigino Bruni (Università Lumsa).

A dare testimonianza di quanto avviene nel territorio della diocesi netina è stato Graziano Assenza, segretario della Fondazione di Comunità Val di Noto, che ha presentato i progetti sostenuti nell’ambito di «Azioni di sistema contro la povertà», dando voce anche ai protagonisti con la proiezione del video «Ripensarci città a misura di sguardo». Nella progettazione della Fondazione di Comunità Val di Noto (nata nel 2014 dal raccordo tra attività del terzo settore e diocesi di Noto e Siracusa con il supporto di Fondazione CON IL SUD, Caritas Italiana e con a fianco una precisa identità delle Caritas diocesane) una linea tracciata è quella delle cosiddette «ripartenze» delle persone, che si realizzano puntando su relazione e lavoro di rete: in questo ambito uno dei progetti permette percorsi di promozione sociale e inserimento lavorativo per le mamme della Casa don Puglisi di Modica e promozione di dignità personale e inclusione sociale per le persone seguite nei centri di ascolto della diocesi di Noto, dove la progettazione mira a un intervento non assistenziale ma in rete e con prospettiva promozionale.

Un altro progetto di ripartenza è «Carcere aperto» ad Augusta per l’accoglienza e l’ospitalità dei detenuti e dei loro familiari. Altre linee tracciate dalla Fondazione di Comunità Val di Noto, e sostenute da Caritas Italiana nell’ambito di «Azioni di sistema contro la povertà», riguardano l’avvio di forme di economia sociale e solidale che valorizzino le potenzialità e le risorse del territorio e siano concreta speranza per i giovani e i poveri. Il progetto «Frutti degli Iblei», con fattoria sociale e commercializzazione di piante aromatiche promosse dalla cooperativa «L’Arcolaio» di Siracusa, permette il riscatto, oltre che di detenuti, di donne immigrate che nel percorso verso le nostre terre hanno subito violenze.

Attivati anche cantieri educativi, realtà in grado di offrire occasioni di interazione concreta fra scuole, famiglie e territorio, con cui si abitano le periferie ricreando coesione sociale, senso della città, incontro tra le generazioni. Crisci ranni (nella foto), cantiere educativo di Modica, ha permesso a un’area abbandonata di rivivere e alla città di riscoprirsi comunità. I giovani volontari delle scuole superiori svolgono attività di doposcuola per i più piccoli; ci sono poi laboratori, sport, gruppo adolescenti, gruppo mamme, feste, orti sociali, gas . Ogni anno con bambini e ragazzi si sviluppa un tema nell’ottica del patto educativo sottoscritto insieme a scuole, associazioni, parrocchie.I cantieri sono adesso a Siracusa, Noto, Ispica, Pozzallo e ne stanno nascendo di nuovi a Scicli e Pachino. Essi sono proposta per i giovani, ma anche per le amministrazioni, perché le politiche siano preventive e prospettiche, perché la città possa ritrovare la bellezza vera, se pensata come luogo delle relazioni e perché le «Azioni di sistema contro la povertà», promosse con i progetti della Fondazione di Comunità, possano far sì che il Val di Noto, patrimonio dell’umanità per il barocco, lo diventi per la qualità della vita.