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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1292
ROMA - 05/06/2014
Attualità - Lo rende noto Giovanni D’Agata, presidente dello «Sportello dei Diritti»

Carne con solfiti e Sara in coma: carcere al macellaio

I responsabili se l’erano cavata solo con una denuncia Foto Corrierediragusa.it

Giro di vite per i commercianti senza scrupoli che hanno la biasimevole abitudine di mettere i solfiti nella carne. Scatta il carcere per contraffazione di cibo per il macellaio che continua a vendere carne macinata adulterata con sostanze chimiche per renderla esteticamente accettabile anche dopo la denuncia di uno dei clienti che, a seguito del consumo del prodotto, ha continuato la vendita. A sottolinearlo è Giovanni D´Agata, presidente dello «Sportello dei Diritti» , che da risalto alla sentenza della Corte di cassazione che, con la sentenza 22618 del 30 maggio 2014, ha sancito l´inammissibilità del ricorso del titolare di una macelleria contro il giudizio di colpevolezza della Corte d’appello di Catania che lo ha condannato a 4 anni di reclusione per aver messo in commercio carne fresca con aggiunta di notevoli concentrazioni di additivi alimentari.Il macellaio condannato al carcere è colui che anni fa vendette polpette contenente solfiti alla studentessa ragusana Sara Di Natale, allergica a quella sostanza. La ragazza fu vittima di uno shock anafilattico e tutt´ora è in coma vegetativo, assistita da anni dal padre Luciano e dal resto dei suoi familiari.

Si è creato, quindi, con questo pronunciamento della Cassazione, un precedente giurisprudenziale. Lo scorso marzo due macellai erano stati scoperti dai controlli dell’Asp a Modica e Vittoria, a distanza di un paio di settimane l’uno dall’altro, ma se l’erano cavata solo con una denuncia, il pagamento di una multa di qualche migliaio di euro e con l’anonimato imposto per legge, anche se il passaparola delle persone avrebbe già individuato i responsabili di questo reato ora punito con il carcere.

I solfiti appartengono alla categoria degli additivi il cui utilizzo nelle carni macinate, preparate ed insaccate fresche, è tassativamente vietato per legge. I solfiti sono utilizzati illecitamente da alcuni macellai perché possiedono un’azione conservativa, rallentando la crescita microbica e antiossidante, mantenendo quindi il colore rosso delle carni.