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ROMA - 11/12/2013
Attualità - A Roma in occasione del convegno dell’Unitalsi tenutosi il 9 novembre

Papa Francesco benedice le mani di medico siciliano

Il medico chirurgo, barelliere dell’Unitalsi, dopo l’incontro a Roma organizza per il 15 dicembre l’accensione delle «fiammelle della speranza»
Foto CorrierediRagusa.it

L’incipit è stato il convegno dell’Unitalsi tenutosi lo scorso 9 novembre a Roma. Nella ‘città eterna’, infatti, i membri dell’Unione Nazionale Italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, hanno incontrato Papa Francesco.

Tra i partecipanti, in veste di barelliere, c’era anche un giovane medico chirurgo siciliano, conosciuto nell’isola per le sue doti professionali ed umane.

E a tale medico Papa Francesco ha stretto al mano (foto). Un’occasione per provare una forte emozione che ha spinto il medico a chiedere una speciale benedizione «per le sue mani di medico e di quelle di tutti i suoi colleghi» preziose per la tutela del bene che è la difesa della vita. E Papa Francesco dopo la speciale benedizione, gli ha avanzato la richiesta di pregare per lui.

Ne è nato un vero è proprio ‘moto sentimentale’. Al suo ritorno il chirurgo «benedetto», si è dato da fare per realizzare l’invito papale. Un invito rivolto non solo ad amici e conoscenti ma a tutto il popolo dei fedeli, delle parrocchie della diocesi di Catania e della Sicilia.

Un’iniziativa che potrebbe anche rivelarsi nazionale e chissà mondiale se venisse accolta da tutti l’idea di pregare per Papa Francesco domenica 15 dicembre, data individuata per l’iniziativa, dagli organizzatori e dal medico in testa.

In tale giorno, infatti, vigilia della novena del Santo Natale, al tramonto una o più candele verranno accese sui davanzali delle finestre delle proprie abitazioni per tutta la notte. «L’obiettivo è quello di diffondere –dice il medico chirurgo- un messaggio di pace e di preghiera per il Santo Padre, in tutte le parrocchie, le comunità cristiane. Con una fiammella proveremo ad accendere il mondo e le speranze dell’umanità».