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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 738
ROMA - 11/02/2013
Attualità - Il saluto del vescovo di Ragusa. Mons Paolo Urso, e di Noto, Mons. Antonio Staglianò

Dimissioni Papa: a metà marzo il Conclave?

Le dimissioni hanno un precedente consegnato alla storia ed alla letteratura: Papa Celestino V "Colui che fece per viltade il gran rifiuto" posto da Dante Alighieri all’Inferno, tra gli ignavi, nella Divina Commedia Foto Corrierediragusa.it

Il saluto di Joseph Ratzinger ai fedeli avverrà mercoledì 27 a S. Pietro. Sarà l’ultima cerimonia ufficiale del Papa prima del suo congedo alle 20 del 28 febbraio come annunciato. Il Conclave per eleggere il nuovo Papa si terrà invece a metà marzo. Riportiamo di seguito la riflessione dei vescovi di Ragusa e Noto su un evento storico che segnerà la vita della Chiesa.

Il vescovo di Ragusa, Mons. Paolo Urso: «E’ il segno di una stanchezza e di una fatica. E’ una decisione che rattrista molto ma nel contempo è una testimonianza della grandezza di questo Papa. Una scelta di libertà, di coraggio, che dimostra allo stesso tempo un grande senso di responsabilità ed un grande amore per la Chiesa. Nessuno può entrare nel merito di questa decisione che il Papa ha preso dopo avere esaminato, come egli stesso ha detto, la sua coscienza davanti a Dio. Non è un fuggire dalla responsabilità ma avere la consapevolezza di non avere le forze sufficienti per guidare bene la Chiesa».

Il vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò: «L’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI ci ha lasciato tanta amarezza nel cuore, proprio perché in questo Papa abbiamo potuto riconoscere la grandezza dell’ «umile servitore della Vigna del Signore». Accogliamo con rispetto le motivazioni delle sue dimissioni, riteniamo che anche questo gesto vada compreso come «gesto d’amore» alla sua Chiesa.

All’amatissimo Santo Padre che mi ha voluto alla guida come Vescovo della nobile Chiesa di Noto, sento, anche a nome di questa Chiesa locale, di manifestare la gratitudine del cuore e dell’intelligenza per l’enorme amore che ha profuso in tutti questi anni. Abbiamo la certezza che, in forme diverse, attraverso il silenzio, la contemplazione e la preghiera, saprà effondere ancora grazia e benedizione, affinché la Chiesa Cattolica novo millennio ineunte possa fronteggiare le sfide delle trasformazioni culturali ed evangelizzare, in maniera sempre più credibile, l’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù. Solo quest’Amore, infatti, umanizza la nostra vita e ci può rendere felici e gioiosi su questa terra, nella speranza della resurrezione finale».

Le dimissioni del Papa

Papa Benedetto XVI (foto) lascerà il pontificato dal prossimo 28 febbraio. Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Queste le parole del Papa: "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio - sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l´età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia- nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell´animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato".

Le "dimissioni" del Papa entreranno in vigore alle ore 20 del 28 febbraio: da quel momento, ha detto papa Benedetto XVI, "la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l´elezione del nuovo Sommo Pontefice". Il Conclave potrà dunque tenersi entro il mese di marzo.

Le dimissioni del Papa hanno già i vaticanisti a chiedersi del perché della decisione. Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa del Vaticano, ha risposto alle tante domande degli inviati di tutti gli organi di informazione del mondo. Benedetto XVI lascia in un momento di relativa tranquillità del Chiesa ed il suo non è da leggersi come un abbandono, ha detto padre Lombardi.
E’ chiaro tuttavia che la questione pedofilia nella chiesa e lo scandalo Wikileaks, riguardante le carte trafugate dallo studio di papa Ratzinger, e pubblicate, siano stati colpi duri per il Pontefice.

L’ultimo Papa a dimettersi fu Celestino V il 13 dicembre 1294. Fu il Papa che Dante collocò nell’Inferno nella sua Divina Commedia e che bollò come «colui che fece per viltade il gran rifiuto». Quella di Celestino V non fu la prima delle rinunce al papato, siano esse storicamente accertate o meno. Già di figure di papi che sfumano nella leggenda come Clemente I, Ciriaco e Marcellino si parlò di rinuncia; seguono poi i casi di Ponziano, Cornelio e Liberio; ancora si parlò di dimissioni o di deposizione per Martino I, Benedetto V e Giovanni XVIII, fino ad arrivare alle rinunce di Benedetto IX, Gregorio VI, Pasquale II e Celestino III. L’ultimo Papa a dimettersi fu Gregorio XII, Angelo Correr nel 1415. Fu eletto all’età di ottanta anni. Ebbe un papato tormentato.

Le dimissioni che furono consegnate al severo giudizio di Dante Alighieri furono quelle di Celestino V il 13 dicembre 1294. Fu il Papa che Dante collocò nell’Inferno nella sua Divina Commedia e che bollò come «colui che fece per viltade il gran rifiuto».