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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1403
ROMA - 05/07/2012
Attualità - Cinque ore di riunione al Ministero dell’Economia

Da Roma passi in avanti per aeroporto Comiso

Il nodo cruciale da sciogliere resta però quello della data di apertura
Foto CorrierediRagusa.it

Cinque ore di riunione al Ministero dell’Economia. Ci sono passi in avanti, tutti sono «moderatamente soddisfatti» ma il nodo decisivo deve ancora essere sciolto per avere la certezza della apertura dell’aeroporto di Comiso. La riunione tenuta a Roma alla presenza di tutti i massimi responsabili degli enti che sono parte della vicenda aeroporto è certamente servita a sgomberare il campo da alcuni equivoci ed a fare chiarezza ma serve un ulteriore passaggio perché la modifica della convenzione dovrà essere ratificata dal Cda di Soaco e dall’Enav in particolare.

Uno dei problemi che si è riproposto, perché ancora irrisolto, è la fidejussione richiesta dall’Enac per assicurare i servizi al volo. Soaco, sindaco, prefetto di Ragusa, hanno spiegato che la fidejussione non ha senso perché i quattro milioni e mezzo per il pagamento dei servizi di assistenza al volo sono vincolati e depositati in un conto corrente del comune di Comiso. La Soaco con Saro Dibennardo (foto) ha spiegato che pagare una fidejussione manderebbe a monte il piano industriale della società ed il sindaco Peppe Alfano ha ribadito che i soldi per rendere operativo per i primi due anni l’aeroporto sono in cassaforte.

L’Enav sembra aver superato il nodo fidejussione anche se la decisione dovrà essere sottoscritta dalla società. Altro problema che si è posto, ammesso che la questione fidejussione venga superata ufficialmente, è cosa ne sarà di Comiso dopo i primi due anni di operatività garantiti dai 4 milioni e mezzo disponibili grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione.

L’Enav chiede di essere svincolata da ogni futuro impegno, la Soaco non può assumere altri oneri ed allora è spuntata l’ipotesi, almeno a livello di principio, di inserire Comiso nell’accordo di programma 2013-2015 che cambierà la situazione attuale degli aeroporti italiani. Se Comiso dimostrerà di essere competitiva potrà stare sul mercato ed essere dunque inserito nel nuovo piano aeroportuale.

E’ un’ipotesi di lavoro ma nulla di più e la certezza è che dal 2013 non ci saranno più soldi della Regione e dello Stato a finanziare i servizi di assistenza al volo. Tutti gli attori presenti a Roma torneranno a vedersi tra dieci giorni con le decisioni assunte dai rispettivi cda ed eventualmente per firmare lo schema di convenzione per la gestione dello scalo.


Ci sto!
05/07/2012 | 16.21.43
Graziano

Pienamente d´accordo col signor Cappello, visto e considerato che viaggio per lavoro da 12 anni e ho ben capito che Catania oltre ad essere sottodimensionato per il traffico passeggeri della Sicilia orientale, è anche "irraggiungibile" per tante compagnie aeree low-cost, visto che lo stato se ne fotte, ce ne facciamo padroni, a patto come ha giustissimamente scritto Cappello che sia tutto "clean" e questo significa che i nostri cari politici locali, che per primi se ne sono fottuti altamente di Comiso, primo tra tutti Lombardo, DEVONO TENERE IL CULO LONTANO da qualsiasi tipo di gestione dell´aeroporto!
Io ci sto, pronto a mettere per secondo le mani nel portafoglio. (ma vedrete che qualcuno.... eviterà tutto ciò, troppo "scomodo")


paghiamocelo noi
05/07/2012 | 13.01.06
Giovanni Cappello

La nostra provincia ha 300mila abitanti. Se uscissimo una quota media di 50 euro a testa raccoglieremmo 15 milioni di euro e diventeremmo azionisti e utenti del NOSTRO aeroporto. Potremmo permetterci il lusso di mandare a quel paese quanti ci stanno osteggiando per non aprirlo e personalmente sono pronto a mettere per primo mano al portafoglio. Ma ad un patto: che sia gestito nella maniera più civile possibile. Che intendo? A partire dalle assunzioni, che dovranno essere chiare e trasparenti (senza favori ad amici, parenti, amanti, figli, figliocci e figli di p...) e fuori da ogni logica di lottizzazione partitica e di pascolo elettorale, per finire a tutti i contratti.
Si chiama "azionariato diffuso" e non l´ho inventato io. Esiste da sempre, ma mi rendo conto che potrebbe dare fastidio a chi poi vorrà avere le mani libere per fare i suoi porci comodi e mandare all´aria tante aspettative e tanti soldi spesi.
Se l´iniziativa si vuole fare partire, ma, ripeto, SERIAMENTE, battete un colpo e risponderò subito con un bigliettone.


La solita
05/07/2012 | 3.44.45
piratanero

La solita BABBIATA!