Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1532
ROMA - 13/06/2012
Attualità - Le combatteranno i Droni e i Muos di prossima installazione

Guerre stellari senza piloti tra Niscemi e Sigonella

Il Muos, acronimo di Mobile User Objective System, è un avveniristico sistema di comunicazioni satellitari del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, un progetto nato nel 1999 di cruciale importanza sul piano delle telecomunicazioni militari in caso di conflitti

Sarà molto trafficato il cielo sopra la Sicilia, quest’estate, e non per i voli che porteranno al mare i turisti, ma per gli aerei da combattimento senza pilota che solcheranno i cieli dell’isola.

A lanciare l’allarme è stata l’associazione anti mafie «Rita Atria», che ha notato delle inquietanti notifiche nel sistema internazionale di notizie sugli aeroporti (NOTAM, acronimo inglese «Notice To Airmen», una sorta di bollettino ufficiale per addetti ai lavori sulla navigazione e su tutto quanto possa riguardare un volo o un determinato aeroporto).

Se, infatti, si vanno a spulciare le notifiche dello scorso 4 giugno, direttamente dal sito della Federal Aviation Administration si legge in tre distinte e consequenziali comunicazioni (B4048, B4049 e B4050) che dal 4 giugno al 1 settembre è imposta, 24 ore su 24, la sospensione delle procedure strumentali standard nelle fasi di accesso, partenza e arrivo degli aerei civili a causa di attività degli Unmanned Aircraft, ovvero aerei senza pilota, come il Predator, già impiegato, ad esempio, in Afghanistan e in Pakistan e prima ancora in Iraq.

Le notifiche NOTAM non danno, però, ulteriori informazioni. Ci chiediamo, quindi, questi aeromobili senza pilota sono dell’esercito italiano? E, soprattutto, per quale scopo sorvolano i cieli della Sicilia orientale?

Considerato che i NOTAM parlano esclusivamente di limitazioni per lo spazio aereo e per le azioni dell’aeroporto di Catania, è facile pensare che questi voli di Unmanned Aircraft hanno a che vedere con la base Nato di Sigonella, che dista soli pochi km dall’aeroporto Fontanarossa e da anni ha intrapreso operazioni di pattugliamento e ricognizione a largo raggio con aerei di tipo Global Hawk, per l’appunto aeromobili senza pilota, utilizzati lo scoro anno in Libia.

E’ molto probabile che sempre più operazioni militari, in futuro, vedranno un utilizzo sempre più massiccio di aerei senza pilota, come conferma la volontà della Nato stessa di potenziare le sue flotte di droni, nonché il piano statunitense per dotarsi di quanti più aerei possibili senza polita, piano intrapreso in modo sperimentale dall’ex presidente statunitense George Bush, e ampliato su larga scala da Barack Obama.

Di più: ci sarebbe la volontà della Nato di trasformare la base militare di Sigonella in una e vera e propria centrale mondiale degli aerei militari senza pilota. Secondo Jim Stratford, portavoce della Northrop Grumman (società leader del complesso militare industriale statunitense e produttrice dei Global Hawk), in pochi anni dovrebbero arrivare in Sicilia circa 20 Global Hawk nella loro versione più recente RQ-4B "Block 30" Multi Sigint, con apparato capace di intercettare le comunicazioni terrestri.
Inoltre, a conferma che qualcosa di poco trasparente sta avvenendo intorno alla Sicilia, c’è anche la questione del Muos di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, che tanto sta allarmando i cittadini di quel territorio.

Il Muos, acronimo di Mobile User Objective System, è un avveniristico sistema di comunicazioni satellitari del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, un progetto nato nel 1999 di cruciale importanza sul piano delle telecomunicazioni militari in caso di conflitti. Schematicamente, il Muos è composto da quattro satelliti orbitanti e quattro stazioni di terra: Virginia, Hawaii, Australia e, in fase di realizzazione, appunto Niscemi, che si trova a circa 60 km dalla base di Sigonella (grazie all’accordo sottoscritto dall’allora Ministro della difesa Ignazio La Russa).

Cosa succede e cosa succederà nei cieli siciliani? Non vogliamo infilarci in teorie da grande fratello globale o in timori da guerra fredda, eppure questa particolare attenzione e questi ‘investimenti’ militari sulla Sicilia, ovvero la posizione Nato più nevralgica del Mediterraneo, inquietano non poco. Soprattutto se coperti da un silenzio totale da parte delle istituzioni.


se tutti fossero come lei la storia sarebbe stata monotona e di soli schiavi
16/06/2012 | 12.34.18
turi

che tristezza le sue parole. certo finchè la maggior parte della gente sarà così permissiva e schiava del sistema sarà difficile cambiare il corso della storia. per fortuna c´è sempre qualche pazzo che tra proteste isolate (ma poi isolate da chi? forse da lei!) e piccoli (?!) comitati cittadini per lo meno ci prova a cambiare le cose. auguri per la sua passiva vita... che tristezza...


Una storia semplice
14/06/2012 | 10.33.48
giorgio

La Sicilia è una super portaerei al centro del Mediterraneo,che una delle 4 basi del MUOS sia qua può essere considerata a questo punto una naturale conseguenza di questo oltre ai doveri che ci derivano da appartenere ad una alleanza,accettiamolo e basta e cerchiamo di farci ripagare per questo in quanto ormai i giochi sono fatti e certamente il progetto non verrà ridiscusso per qualche protesta isolata da parte di qualche comitato cittadino