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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 1217
ROMA - 13/11/2011
Attualità - La vergogna nazionale

"Le Iene" smascherano i parlamentari "asini"

La trasmissione di mercoledì scorso delle Iene, nella prima serata di Italia 1, dovrebbe essere anticipata dall’annuncio: «Se ne sconsiglia vivamente la visione ai superiori di anni 21» a coloro cioè che hanno contribuito, con il loro voto, a eleggere in parlamento rappresentanti di questo tipo Foto Corrierediragusa.it

Che cosa penserebbe un paziente d´ospedale che sentisse un medico dire in corsia, al microfono di una tv, che «il cuore è un organo che si trova nel cervello e che controlla la minzione»? E che aggiungesse, per giustificarsi: «Beh, capirà, io ero qui in cardiologia per caso ma, in realtà, sono un endocrinologo».

Ecco perché la trasmissione di mercoledì scorso delle Iene, nella prima serata di Italia 1, dovrebbe essere anticipata dall´annuncio: «Se ne sconsiglia vivamente la visione ai superiori di anni 21» a coloro cioè che hanno contribuito, con il loro voto, a eleggere in parlamento rappresentanti di questo tipo. Sabrina Nobile (foto), delle Iene, ha posto delle facili domande ai parlamentari.

Che cos´è lo spread?
Angelo Cera, dell´Udc, dice che è «la differenza tra quello che si produce e quello che uno realmente spende». Sarebbe come dire che la pera è un tubero che cresce sotto terra. Cristina Pes, Pd, pur non sapendo un tubo, non si lascia prendere dallo scoramento. Anzi, si inerpica in una spiegazione alla Sarchiapone: «Se parliamo di spread, parliamo in termini economici di qualcosa che praticamente interessa l´economia ma io non sto in commissione Finanze, né sto in commissione del bilancio».

Lorenzo Ria (Udc), per risparmiarsi un brutta figura getta la palla fuori campo dicendo: «Lo spread? Lo sai lei che cos´è_ Lo sa molto bene perché tutti i telegiornali lo spiegano». Carmelo Briguglio (il vitalista del Fli che era sempre disposto a fornire dichiarazioni politiche fracassanti quando Fini era di moda) richiesto di dire a quanto ammontasse il debito pubblico, non è stato zitto, ammettendo di non saperlo, ma ha precisato: «Beh! È incalcolabile, viene da lontanissimo».

Angelo Cera (Udc) è stato interrogato anche su Standard & Poor´s. La domanda lo ha spiazzato. Non potendo dire che non aveva studiato la lezione perché era morto il nonno, si è giustificato dicendo: «Guarda, io l´inglese non lo conosco. Io parlo in italiano e, per quanto mi riguarda, non ti so rispondere su questa domanda. Lo leggo, lo riesco anche a capire ma non te lo riesco a spiegare».

Paola Concia (Pd) non se la cava meglio sul rapporto fra debito pubblico e pil. Per lei il deficit «è legato al debito pubblico. Cioè, se un paese ha un grosso debito pubblico ha un grosso deficit»: Questi parlamentari senza patente di guida, quando debbono votare le misure di contenimento della spesa pubblica, non sanno di che cosa si parla. Votano quindi imitando i compagni di partito. Il loro contributo è nullo. Meglio così, intendiamoci. Perché, se si esprimessero in autonomia (come prevede la Costituzione) ci porterebbero tutti fuori strada.

Pierluigi Magnaschi per "Italia Oggi"