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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1166
RAGUSA - 01/08/2010
Attualità - Ragusa: s’infervora il dibattito. Legambiente listata a lutto

Api e Pd: "No alle perforazioni a Cammarana e in mare"

L’ipotesi trivelle viene respinta tout-court

Monta e si allarga a macchia d´olio la protesta per le ricerche petrolifere nel territorio ibleo. Al comitato "No triv" costituito a Scicli si affiancano anche diversi partiti politici, che ribadiscono la necessità di evitare che le perforazioni petrolifere arrechino danni al territorio.

Il coordinatore provinciale di Alleanza per l´Italia, Tuccio Di Stallo, si rivolge direttamente alla deputazione regionale della nostra provincia, chiedendone un intervento concreto per far sì che la Regione revochi la concessione rilasciata per le ricerche nella zona di Cammarana. Un´area, fa presente Di Stallo, «incontaminata e a ridosso di masserie».

L´attenzione di Di Stallo si appunta solo su questa specifica concessione. Il coordinatore di Api ribadisce che «non siamo contrari a priori alle trivellazioni se regolamentate da parametri che non mettano a rischio l´ambiente». E in questo caso, il rischio può esserci. «A tutela dell´ambiente – conclude – chiedo l´impegno congiunto dei parlamentari della provincia per ottenere la revoca della concessione di Cammarana e l´impegno della Regione a non autorizzare trivellazioni in zone con le stesse peculiarità».

No tout-court alle trivelle, invece, da Gigi Bellassai, coordinatore regionale degli ecologisti democratici del Pd. «Le trivellazioni nel Ragusano – accusa Bellassai – sono un inutile saccheggio del territorio. Sono il paradigma di un modello di sviluppo basato sulle fonti fossili senza futuro, che ha distrutto la Sicilia».

Per Bellassai, invece, è necessario che si punti senza indugio verso «una politica industriale sostenibile, la green economy», perché «rappresenta scelte che danno maggiore occupazione e qualità all´impresa». Il coordinatore degli ecologisti democratici chiede «un piano industriale incardinato sulla filiera delle fonti rinnovabili e dell´efficienza energetica, sul recupero dei rifiuti, sulla realizzazione delle infrastrutture ferroviarie, portuali e idriche, sulla manutenzione e la messa in sicurezza del territorio».

Il futuro, insomma, si giocherebbe su altri tavoli: «Nuovo lavoro e impresa – conclude – provendono dalla tutela e la valorizzazione delle coste, del paesaggio e dei parchi e dall´agroalimentare di qualità».

Intanto il comitato No-triv e Legambiente hanno tenuto un ulteriore incontro a Donnalucata per fare il punto della situazione. Gli ambientalisti erano listati a lutto per ribadire il loro dissenso alle perforazioni al largo del Ragusano, evidenziano gli aspetti negativi ed i concreti rischi per il territorio.