Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 864
RAGUSA - 01/08/2010
Attualità - Ragusa: dopo un incidente grave in territorio di Comiso

Malasanità: grave un 23enne. A rischio trasporto dializzati

Il giovane ha rischiato la vita. Intanto il consigliere comunale del Pdl lancia l’allarme sulla possibile sospensione del servizio di trasporto per i dializzati Foto Corrierediragusa.it

E’ ancora in prognosi riservata al «vecchio» Garibaldi di Catania, ma i medici si dicono fiduciosi sul decorso post operatorio e sulla ripresa di G.I., 23 anni, di Comiso,vittima giovedì pomeriggio di un grave incidente autonomo in contrada Comuni, alla periferia di Comiso. Ma soprattutto protagonista di un’autentica odissea che sa tanto di malasanità e che poteva costargli la vita. Se non ci fosse stato l’intervento diretto del sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, che ha allertato il direttore generale dell’Asp, Ettore Gilotta e, subito dopo, l’impegno diretto e personale del manager, che è riuscito a mezzanotte a reperire un posto al «vecchio» Garibaldi al giovane per essere operato d’urgenza al torace (un’»impresa» rivelatasi titanica all’organismo preposto,ossia il 118, a cui tutte le divisioni di chirurgia toracica della Sicilia orinetale, avevano risposto picche per mancanza di posti letto), G.I. sarebbe morto tra le braccia «inermi» dei medici del Pronto soccorso del Civile di Ragusa.

Alle 16.30 di giovedì, G.I. rimane vittima del sinistro probabilmente autonomo. Politraumatizzato e con varie fratture, viene soccorso da un’automobilista di passaggio in contrada Comuni che,assumendosi una grande responsabilità, anch’essa però forse determinante per le sorti di G.I., lo porta con la propria auto al Pronto soccorso del «Regina Margherita», dove i medici con grande professionalità e pur senza adeguati supporti tecnici, riescono a stabilizzare il giovane e, specificamente, a mitigarne le difficoltà respiratorie. Urge,però, effettuare una Tac per approfondire le condizioni comunque assai critiche e G.I. viene portato a Vittoria. Inizia l’esame, ma la Tac, pur riparata ilgirno prima dopo dieci giorni di fermo, va di nuovo in tilt. Altra corsa in ambulanza e trasferimento al «Civile» di Ragusa, ove la Tac conferma le condizioni assai serie: G.I. ha fratture multiple agli arti inferiori, ma soprattutto un trauma toracico gravissimo. Solo le 21, urge un intervento al torace per arrestare l’emorragia, ma a Ragusa la divisione di Chirurgia toracica è stata ormai sostanzialmente dismessa. I medici sono in febbrile contatto con il 118 e con l’eliambulanza, ma gli ospedali catanesi e quelli di Messina negano, per la mancanza di posti letto, il ricovero.

I parenti di G.I., disperati, riescono tramite amici a contattare, poco prima della mezzanotte, il sindaco Alfano che si fa carico della problematica, contattando il direttore generale Ettore Gilotta. Il manager,in pochi minuti, grazie alla conoscenza diretta dei medici del Garibaldi, riesce ad ottenere la disponibilità al ricovero. Ma l’odissea di G.I., le cui condizioni sono intanto disperate, non è finita: l’eliambulanza non può atterrare a Ragusa. Il giovane viene trasferito in ambulanza nuovamente a Comiso e solo in tarda nottata arriva a Catania,ove al Garibaldi «vecchio» i medici lo operano d’urgenza, arrestando l’emorragia ai polmoni e riducendo alcune fratture. Per G.I. saranno necessarie altre operazioni, ma intanto la sua vita è salva. L’odissea vissuta, dopo aver peregrinato in quattro ospedali ed essersi salvato grazie solo all’»intercessione» del sindaco Alfano e del manager Gilotta, finalmente conclusa.

Tanti gli interrogativi: "Credo – spiega Giuseppe Alfano – che sia davvero il momento di mettere mano alla riorganizzazione del 118, perché non è pensabile che l’organismo preposto non riesca ad individuare un ospedale ove ricoverare un soggetto traumatizzato. Ma è anche, forse,il momento di ripensare alla riorganizzazione della Sanità in provincia".

Chiaro anche quest’ultimo riferimento del primo cittadino comisano: perché Chirurgia toracica, inglobata in Chirurgia generale, non esiste più? Perché una provincia così piccola come quella iblea, deve avere ben sei ospedali, ma poi manca di tante divisioni indispensabili e d’urgenza? Perché non ha mai funzionato a Ragusa la pista di atterraggio? Non sarebbe meglio mettere da parte i campanilismi, dotando tutte le città di adeguate strutture di primo soccorso e prima emergenza, ma creando (se assenti) e accentrando in un unico grande ospedale tutte le divisioni ed unità operative che garantiscano ogni grande emergenza come, ad esempio, Chirugia toracica, Neurochirurgia, Cardiochirurgia e Chirurgia vascolare? La speranza è che l’odissea di G.I. abbia intanto lieto fine e che la sua storia sia davvero di monito.

Fonte: Giorgio Antonelli - Gazzetta del Sud

L´ALLARME DI CHIAVOLA SULLA POSSIBILE SOSPENSIONE DEL SERVIZIO DI TRASPORTO DIALIZZATI
«E’ preoccupante quanto potrebbe accadere da qui a qualche settimana nella città di Ragusa, oltre che nel resto della provincia. L’allarme lanciato dagli enti di pubblica assistenza sul servizio di trasporto dializzati deve essere raccolto anche dal Comune di Ragusa affinchè, intervenendo nei confronti delle autorità sanitarie competenti, possa essere scongiurato». A chiarirlo è il consigliere comunale Mario Chiavola (nella foto) dopo aver preso atto della presenza di una realtà variegata, in ordine all’assistenza in questione, pure nella città capoluogo.

«E’ bene chiarire – sottolinea Chiavola – che quanto accadrà da oggi, nelle province di Palermo e di Catania, con la sospensione del servizio in favore dei suddetti pazienti, nell’area iblea non si verificherà subito. Il disagio, però, e si tratta di un disagio di grossa portata, è solo rinviato. Perché quanto paventato potrebbe diventare di strettissima attualità dalle nostre parti e dobbiamo muoverci sin da ora per scongiurare un passaggio del servizio al Seus 118 che si risolverebbe, proprio per le molteplici attività del 118, in una serie di rallentamenti, quando non anche previsioni di vera e propria sospensione del servizio, che rischierebbero di mettere in ginocchio i pazienti e i loro familiari.

L’assistenza sanitaria è qualcosa su cui non possiamo scherzare. Il welfare garantito dal nostro Stato e, in questo caso, dalla nostra Regione nei confronti di chi ha bisogno è un diritto sancito dalla Costituzione, che non va toccato. Ecco perché mi sono rivolto al sindaco Nello Dipasquale perché possa farsi portavoce dell’allarme sociale esistente non solo tra i diretti interessanti ma anche nel contesto della popolazione cittadina in genere e possa sollecitare chi di competenza a definire gli opportuni percorsi risolutivi per evitare il verificarsi di una ipotesi del genere. Sarebbe davvero deleterio. Non possiamo permettercelo. La nostra città ha bisogno di migliorare l’erogazione dei servizi sanitari. Non di perderne altri, causando a tutti gli utenti, lo ribadisco, disagi non recuperabili».