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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 823
RAGUSA - 29/07/2010
Attualità - Ragusa: tra serio e faceto, storia di straordinaria amministrazione pubblica

Fantozzi al Corfilac, impiega troppo a far la spesa: punito

Dipendente del consorzio impiega un’ora per comprare pane, 4 mozzarelle preferibilmente di bufala, in alternativa vaccine, 200 grammi di prosciutto tagliato fino, un vassoio di fagiolino lesso ed un vassoio di carote lesse e un vassoio di arancini e dolci e si becca un «cafone», un «villano» e una contestazione d’addebito

Sembra una scena tratta da uno dei tanti fortunati film di Fanzozzi, invece è storia vera. Vittima un dipendente del Corfilac, costretto a giustificare, tramite il segretario provinciale della Fai-Cisl Giovanni Fracanzino, una costestazione d’addebito mossagli dai dirigenti del Consorzio.

«La contestazione –spiega il sindacalista Fracanzino- deriverebbe da una ipotesi di violazione dei doveri di cui all’art. 25, del contratto collettivo di lavoro cui devono attenersi i lavoratori del Co.RFilaC, che impone ai dipendenti di «mantenere nei rapporti interpersonali, con gli utenti ed i terzi una condotta informata ai principi di correttezza, ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della persona».

Il dipendente si difende asserendo che non ha mai violato l’articolo succitato, neanche quando è stato apostrofato da una superione con epiteti offensivi come «cafone» e «villano». I fatti, così come li racconta il lavoratore nella lettera di giustificazione, provocano ilarità E li raccontiamo nella speranza che i protagonisti della vicenda la chiudano con una sdrammatizzante risata. Il dipendente, mandato a fare delle commissioni, avrebbe perso troppo tempo prima di rientrare in ufficio. Perché? Sentiamo la giustificazione del dipendente.

«Alle ore 12.40 circa del 22 Luglio, dal telefono della dirigente ho ricevuto una telefonata da parte di una collega che, stante la decisione assunta da qualcuno di rimanere in loco per pranzare, disponeva allo scrivente di effettuare la seguente commissione: andare a Ragusa, (9 Km dal Corfila a p.zza Croce) presso il panificio della sig… per acquistare del pane, 4 mozzarelle preferibilmente di bufala, in alternativa vaccine, 200 grammi di prosciutto tagliato fino, un vassoio di fagiolino lesso ed un vassoio di carote lesse. Inoltre, successivamente, occorreva passare dalla pasticceria Di Pasqule centro città (circa 1,5 Km da p.zza Croce) per prendere un vassoio di arancini ed uno di dolci.

«Orbene, per tale operazione, com’è noto, è necessario ritirare un buono d’ordine dal sig… che, non essendo presente in quel momento ho atteso per circa 10 minuti. Nel frattempo è arrivata anche la chiamata della dottoressa…, la quale, venuta a conoscenza della commissione che stavo per compiere, mi chiedeva un panino al prosciutto e formaggio».

Il dipendente dice di avere timbrato l’uscita alle 12,44 ma di avere lasciato l’ufficio alle 13,04 per rientrare alle 13,42 e andare a portare la spesa nella stanza di della dirigente. Poiché il dipendente avrebbe dovuto concludere il suo lavoro alle 13,30, si può constatare che è rimasto in ufficio fino alle 13,42. «Senza alcuna recriminazione»- scrive il dipendente.

Ma la storia fantozziana non finisce qui. Mentre scendeva le scale per andare via, è stato raggiunto dalla telefonata di un’altra dipendente che gli chiedeva con toni adirati dove fosse finito per tutto quel tempo, Nel pomeriggio, durante la giustificazione del ritardo alla dipendente che l’aveva chiamato al telefono, è stato investito degli epiteti «cafone» e «villano». Ed è partita la contestazione d’addebito per il dipendente, costretto a giustificarsi con l’aiuto del sindacalista Giovanni Fracanzino per evitare il provvedimento disciplinare.

Perché per comprare del pane, 4 mozzarelle preferibilmente di bufala, in alternativa vaccine, 200 grammi di prosciutto tagliato fino, un vassoio di fagiolino lesso ed un vassoio di carote lesse e un vassoio di arancini e dolci ci ha messo troppo tempo, magari rischiando di fare mangiare più tardi chi è abituato a rispettare gli orari a tavola.