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RAGUSA - 25/07/2010
Attualità - Ragusa: per l’isola si profila un futuro legato al petrolio. Granata esorta il territorio a resistere

La Bp del disastro ecologico perforerà a 500 Km dalla Sicilia

Come riferisce il Financial Times, la multinazionale britannica, agli onori delle prime pagine per la piattaforma Deepwater Horizon al largo della Louisiana, si prepara infatti ad una serie di perforazioni nel golfo della Sirte

Trivellazioni a mare e sulla terraferma. Per la Sicilia si profila un futuro legato al petrolio sia per scelte autonome sia per decisioni prese al di fuori delle competenze nazionali. La notizia delle perforazioni al largo delle coste libiche, ma ad appena qualche decina di chilometri da Pantelleria e Lampedusa da parte della Bp è di quelle che devono far riflettere.

Come riferisce il Financial Times, la multinazionale britannica, agli onori delle prime pagine per la piattaforma Deepwater Horizon al largo della Louisiana, si prepara infatti ad una serie di perforazioni nel golfo della Sirte, proprio dietro l’angolo della coste siciliane. Pensando a quanto è successo nel golfo del Messico bisognerà stare all’erta e seguire da vicino l’evolversi della situazione. Sulla terraferma l’apertura di un pozzo in contrada Cammarata ha riavviato il dibattito in provincia mentre da Palermo l’assessore al territorio Giovanni Roberto Di Mauro ha detto no a tre piattaforme per le ricerche petrolifere ed altrettanti di metano.

Anche la sovrintendente Vera Greco ha sposato la linea dell’assessore al territorio «Non ci sono –dice la Greco- giacimenti tali da giustificare investimenti e rischi». Dall’altra parte della barricata Nello Dipasquale che alla presentazione del progetto di sistemazione di piazza Libertà finanziata con un milione 300mila euro dalle compagnie petrolifere annuncia «Le ricerche di idrocarburi non sono incompatibili con la nostra realtà locale» ed i dirigenti delle compagnie interessate, Enimed spa,Edison spa ed Irminio Srl, annunciano la continuazione del loro impegno in provincia a cinquanta dal primo pozzo petrolifero.

C’è di tutto perché un osservatore distaccato ma attento cominci a porsi qualche domanda sul tipo di sviluppo che la classe politica vuole per la provincia, mare compreso, e si interroghi su quella che appare una vera e propria schizofrenia; da una parte chi blocca, dall’altra chi preme per andare avanti in barba a muri a secco e masserie. Un approccio confusionale che bene ha colto il giornalista del quotidiano inglese «The Indipendent» che in una sua recente corrispondenza da Ragusa ha colto l’ambiguità di fondo di un territorio che non sa dove andare: che da un lato promuove la provincia con immagini pattinate di campagna immacolata e carrubbi, promuove lo sviluppo turistico, e dall’altra piazza una torre da cinquanta metri a Cammarata. Una provincia dal doppio volto, come lo è la politica e come è stata la storia di un’isola tormentata da secoli.

FABIO GRANATA A SCICLI: "RESISTETE"
Nell’occhio del ciclone per questioni che attengono al suo allineamento politico al Pdl, l’on Fabio Granata ha partecipato alla manifestazione indetta dal Comitato No Triv di Scicli presso il lungomare di Sampieri.

Invitato dal sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, e affiancato dal primo cittadino di Noto, Corrado Valvo, Granata ha invitato i bagnanti del lido di Sampieri a firmare la petizione contro le ricerche e le trivellazioni petrolifere nel Val di Noto.

Su Scicli, al momento, si concentrano gli appetiti di diverse compagnie petrolifere che hanno chiesto alla Regione l’autorizzazione prima alle ricerche, quindi alle perforazioni.

«La manifestazione di domenica è una presa di coscienza della nostra identità culturale. Siamo contro l’anarchia delle installazione in ogni dove di pale eoliche, e di pannelli fotovoltaici, e siamo contro le speculazioni delle compagnie petrolifere che ignorano la storia e la cultura del nostro territorio», ha detto Granata.

L’iniziativa è del Comitato No Triv di Scicli, ed è stata partecipata in maniera bipartisan da esponenti politici del centrodestra e del centrosinistra, riscuotendo la curiosità, l’interesse e in grande misura l’adesione dei bagnanti che avevano deciso di recarsi a mare nonostante il fastidioso vento caldo di questo fine luglio.