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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1339
RAGUSA - 20/07/2010
Attualità - Ragusa: crescono i malumori per la situazione venutasi a creare sul Magliocco

Aeroporto Comiso e presidenza Soaco: allacciare cinture, crisi politica al decollo

Il sindaco Alfano vuole l’avvocato Assenza nel Cda e annuncia ricorso contro il Cda. Il segretrio Pinuccio Lavima preannuncia crisi: «Non mi sento di escludere nulla». Il parlamentare Digiacomo: «Immaturità politica, Alfano ricorre contro se stesso?»
Foto CorrierediRagusa.it

Alla fine sono rimasti tutti scontenti. Tanto delusi che la crisi è dietro l’angolo. Potrebbe concretizzarsi giovedì pomeriggio al termine della riunione dell’ufficio politico che il segretario provinciale dell’Udc Pinuccio Lavima ha convocato a carattere d’urgenza per decidere cosa fare dopo l’autoproclamazione di Giuseppe Alfano a presidente della Soaco.

Le parole di Lavima sono tanto minacciose quanto foriere di nulla di buono. L’Udc s’è sentito tradito, accerchiato dai due poli del Pdl (Sicilia e Lealisti). Intuisce che se decidono di mettersi d’accordo sono in condizione di mandare all’angolo lo scudo crociato.

Le dichiarazioni di Lavima sono solo un antipasto: «Non è una soluzione politica, quella che ha preso Alfano, ma una rappezzata alla bell’e meglio. Dimostra tutta l’incapacità a trovare soluzioni idonee. Sulla vicenda c’è forte insoddisfazione, è venuto meno un preciso impegno da parte del sindaco Alfano nei confronti dell’Udc. La questione apre un problema serio e presuppone una posizione politica dell’Udc che verrà sancita nella riunione dell’ufficio politico di giovedì». La dichiarazione stuzzica una domanda secca. Cosa potrà accadere? «Non mi sento di escludere nulla» è altrettanto secca la risposta di Lavima.

Il sindaco Alfano, invece, 12 ore dopo essersi autonominato presidente della Soaco, spiega i motivi perché l’ha fatto. E annuncia clamorose novità, persino un ricorso contro il socio di maggioranza della Soaco. «Negli ultimi giorni, insieme alle forze politiche di maggioranza – spiega Alfano- si è lungamente riflettuto su quale potesse essere la persona più idonea a rappresentare il territorio nel Cda di Soaco Spa. Diverse e tutte valide sono state le proposte presentate all´attenzione del sindaco, ma nessuna di esse ha ricevuto l´unanimità dei consensi. Purtroppo, la politica, a volte, ha dei tempi che non coincidono con la celerità che il momento richiede, per questa ragione ho deciso, al fine di tutelare l´esigenza di avviare subito il percorso che porterà all´attivazione dell´aeroporto, di rompere gli indugi e propormi come presidente di Soaco Spa quale garante del territorio e della coalizione di maggioranza».

I motivi del ricorso stanno invece nel fatto che il sindaco non condivide l´interpretazione delle norme di legge applicabili al caso, ritenendo diritto del Comune di Comiso l´espressione di due dei cinque componenti il Cda. «Ho chiesto –dichiara ancora Alfano- che il socio privato rinunci a uno dei nomi indicati e lasci spazio a quello indicato dal Comune di Comiso nella persona dell´avvocato Giorgio Assenza. Tale richiesta non è stata accolta dalla maggioranza assembleare e ho annunciato il ricorso alle vie legali per ottenere una chiara e definitiva interpretazione dell´art. 2449 del Codice Civile. Non si tratta di una poltrona in più o in meno, bensì della necessità di non svilire la portata della partecipazione azionaria del Comune di Comiso in Soaco Spa essendo mio obbligo precipuo quello di tutelare l´interesse dell´Ente comunale e, chiaramente, di rappresentare con forza il territorio provinciale».

Interpretazione stroncata dall’ex sindaco di Comiso, oggi deputato del Pd all’Ars, Giuseppe Digiacomo, il sindaco che aveva nominato Orlando Lombardi. «Siamo di fronte a un’immaturità politica- chiosa il parlamentare con la sua proverbiale flemma- che potrebbe generare un conflitto di competenze istituzionali. E’ paradossale: il sindaco prima nomina se stesso presidente e dopo annuncia ricorso contro se stesso in qualità di presidente del Cda? In questa circostanza al suo posto avrei riconfermato Orlando Lombardi».

A margine del pasticcio dentro il quale Alfano è stato cacciato dagli alleati, c’è tutto il fallimento interlocutorio di una classe politica che doveva solo nominare il nuovo presidente della Soaco. Scegliere un manager al posto di un «burosauro». Ce ne sono a josa in tutte le componenti: basta solo trovare il coraggio di applicare il metodo della meritocrazia e non del manuale Cencelli.

Possibile, si chiede l’uomo della strada, che 3 correnti che detengono la maggioranza schiacciante non riescano a mettersi d’accordo per la divisione di 3 presidenze di vitale importanza per lo sviluppo del territorio? Asi, Soaco e Università avrebbero potuto soddisfare gli appetiti dei singoli leader senza scontentare nessuno. Fino a quando in politica prevarranno le vendette personali lo sviluppo del territorio e gli interessi collettivi saranno soggiogati dalle crisi e da inutili perdite di tempo.

Nella foto Giuseppe Alfano (al centro)