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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1372
RAGUSA - 20/07/2010
Attualità - Ragusa: per il mancato rispetto dell’accordo sottoscritto tra le parti

Aperture domenicali, Ascom e Isa contro giunta

Il presidente Sorbo chiede conto e ragione. Anche il sindacato Isa non ci sta Foto Corrierediragusa.it

"Un vergognoso atto di arroganza". Così la sezione Ascom di Ragusa definisce il provvedimento dell’Amministrazione comunale assunto in deroga al calendario delle aperture e riferito all’ultima domenica di luglio oltre che alla prima di agosto. Un provvedimento incoerente rispetto a quello già emanato in precedenza e che assicurava copertura all’intero secondo semestre dell’anno. La sezione Ascom di Ragusa non si spiega, quindi, i motivi che hanno indotto l’Amministrazione comunale a correggere il tiro pur in presenza di una chiara ed evidente censura da parte dell’associazione dei commercianti che, con il direttivo, aveva espresso la propria determinazione in proposito. In questo ulteriore provvedimento, invece, trova accoglimento la richiesta fatta da alcuni operatori della grande distribuzione al consigliere comunale Filippo Frasca, richiesta ritenuta strumentale e senza fondamento.

Il motivo? L’Ascom di Ragusa precisa che il calendario delle aperture domenicali e festive stipulato all’inizio dell’anno teneva già in debita considerazione, per tutto l’anno 2010, il riconoscimento di Ragusa alla stregua di città d’arte. Le aperture, dunque, erano state previste in base alla suddetta esigenza. Nel momento in cui il riconoscimento avrà valore solo per quattro mesi, le previsioni fatte risultano addirittura sovrastimate. Come se non bastasse, la sezione Ascom di Ragusa mette in luce la contraddittorietà e la malafede dei centri commerciali nel momento in cui i rappresentanti degli stessi, in sede di riunione, si erano detti d’accordo a portare avanti il discorso della chiusura nei mesi di luglio, agosto e settembre, facendo leva sui minori incassi introitati.

«Spiace dover rilevare – afferma il presidente della sezione Ascom di Ragusa, Cesare Sorbo (nella foto) – che la collaborazione fornita dalla nostra associazione all’Amministrazione comunale sia stata intesa in senso unilaterale. Vale la pena sottolineare il danno che, con l’adozione di tale provvedimento, subiranno le piccole e medie imprese della nostra città. Non si riesce a comprendere, tra l’altro, come questa ordinanza così importante sia stata firmata dal vice sindaco Giovanni Cosentini in assenza del sindaco Nello Dipasquale. Siamo stati sempre in accordo e pieni di spirito collaborativo nei confronti di tutte le Amministrazioni comunali, anche quelle precedenti. Ma questo rospo non lo ingoiamo. Non vorremmo che, alla luce della campagna elettorale ormai imminente, si trattasse di un debito politico da pagare. Ci rifiutiamo, sia ben chiaro, di scendere a compromessi con chiunque.

Pretendiamo il rispetto delle regole, scritte all’inizio dell’anno. Non barattiamo le aperture domenicali con eventuali ricadute (ad esempio iniziative nel centro storico superiore) promesse dai centri commerciali. Il fatto che i centri commerciali possano contare su rilevanti poteri economici non autorizza alcun politico a danneggiare lo sviluppo e la crescita della nostra città che per decenni è stata sostenuta dalla piccola e media impresa. Lo consideriamo un atto di forza perpetrato dall’Amministrazione comunale che noi non sopporteremo e non accetteremo».

ANCHE IL SINDACATO ISA CONTRO LA GIUNTA DIPASQUALE
Una nota e’ stata inviata dalla segreteria Provinciale del sindacato Isa al Sindaco di Ragusa, all’Assessore allo Sviluppo Economico, al Segretario Generale, al Presidente del Consiglio Comunale, a tutti i Capigruppo consiliari e per conoscenza a S.E. il Prefetto di Ragusa, all’Assessorato Regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica ed all’ Assessorato Regionale delle attività produttive, per chiedere l’immediato annullamento del’ordinanza relative alle prossime due aperture domenicali per il 25 luglio e 1 agosto.

L´Isa giudica l’ordinanza illegittima, poiche’ l’Amministrazione non ha inteso consultare tutte le parti sociali e le organizzazioni sindacali, prima di poter derogare alla chiusura domenicale dei centri commerciali e di tutte le attivita’ esercitate nel comune capoluogo.

Giorgio Iabichella, il segretario del Commercio del Sindacato Isa, ha chiesto, inoltre, la convocazione immediata di tutte le parti per poter ridefinire in modo «bilaterale» le deroghe gia’ decise unilateralmente, ma illegittimamente, fino a settembre.