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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1018
RAGUSA - 18/07/2010
Attualità - Ragusa: il vice sindaco di Ragusa bacchetta la deputazione iblea

Figli e figliastri dei Consorzi bonifica, 24 perderanno il posto

Il vice presidente dell’Unione dirigenti dei Consorzi Cosentini deunincia: «Attuati due pesi e due misure. Catania ha disatteso le direttive ed è stata premiata, Ragusa fortemente penalizzata per la superficialità della rappresentanza politica
Foto CorrierediRagusa.it

Dei 24 assunti solo 5 conserveranno il posto di lavoro, gli altri 24 dovranno andare a casa. Giovanni Cosentini (Udc), vice di Nello Dipasquale, è su tutte le furie nel biasimare la classe politica iblea, che definisce "disattenta e superficiale". «Ventiquattro lavoratori attacca Giovanni Cosentini- assunti negli anni scorsi a tempo determinato in seno al Consorzio di bonifica 8 di Ragusa, rimarranno senza occupazione per il futuro. Questo il risultato portato a casa dalla deputazione regionale ragusana a seguito dell’emanazione, da parte dell’Ars, di una norma in materia di personale dei consorzi di bonifica «per sopperire alle esigenze determinatesi in conseguenza delle calamità naturali verificatesi nel periodo 2009 – 2010 ed allo scopo di realizzare interventi di manutenzione ed ammodernamento delle reti irrigue collettive e scolanti nei consorzi di bonifica».

Giovanni Cosentini, nella qualità di presidente dell’Unione regionale dei dirigenti dei Consorzi di bonifica, fa riferimento alla legge regionale numero 14 del 28 giugno scorso che avrebbe dovuto salvaguardare i lavoratori in questione. «E invece – spiega Cosentini – rispetto ai ventinove che anelavano alla continuità del rapporto, se ne salveranno a malapena cinque. Quanto accaduto è davvero increscioso e va biasimata la scarsa attenzione e la superficialità della rappresentanza politica regionale che, pur conoscendo questa situazione, non é riuscita, come i loro colleghi di altre province siciliane, a creare una normativa applicabile anche a questi lavoratori».

Quali i fatti? I Consorzi di bonifica, a livello regionale, procedono per esigenze funzionali ed istituzionali, nel 2007, a delle assunzioni a tempo determinato che si ripetono nel 2008. Il 17 settembre del 2008, il governatore Lombardo, con proprio provvedimento n. 923 dispone, con effetto immediato, «urbi et orbi», almeno in Sicilia, il divieto per gli enti pubblici sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione e, quindi, anche per i Consorzi di bonifica, di procedere all’assunzione di personale a tempo indeterminato e determinato. Viene altresì comunicato agli enti che gli atti adottati in violazione della presente disposizione verranno trasmessi alla Procura regionale della Corte dei Conti per la valutazione del danno erariale. Da quel momento in poi non si sarebbe potuto procedere, per tutto il 2009, ad alcuna assunzione.

«La stridente contraddizione consiste nel fatto – afferma Cosentini – che la legge 14 contempla la possibilità di attuare le assunzioni, per almeno 51 giornate lavorative nell’anno 2010, per quei lavoratori utilizzati nel 2007 e che abbiano prestato attività lavorativa anche negli anni 2008 e, circostanza incredibile, nel 2009. Qualcosa non funziona. O la legge emanata è inapplicabile per tutti e, quindi inutile, o chi ne fruirà, dimostrando la stipula dei rapporti di lavoro previsti dalla legge, ha agito, almeno dal 17 settembre 2008 in poi, in violazione della disposizione del governatore Lombardo e quindi sarebbe passibile di denuncia alla Procura regionale della Corte dei Conti. Eppure si ha notizia che già alcuni consorzi (Catania, Palermo, Agrigento) hanno proceduto alle assunzioni del personale in applicazione della nuova norma».

Dalla considerazione di Cosentini si evince che chi ha disatteso le direttive del governatore viene premiato. «Proprio così –conclude Cosentini –chi ha disatteso le direttive di Lomabrdo, anche nella sua Catania, viene premiato dalla legge; chi, viceversa, si è attenuto alle disposizioni, consapevole della necessità di contenimento della spesa pubblica, si ritrova 24 padri di famiglia, figli di un dio minore, in mezzo ad una strada. Manifestiamo forte perplessità per quanto sta accadendo. E’ chiaro che è stato approvato un atto normativo che contraddice nei termini quanto era stato previsto da precedenti disposizioni e sul quale auspichiamo che l’Ars, compulsata dai deputati regionali della provincia di Ragusa, se non altrimenti impegnati, vorrà ritornare per ripristinare la pari dignità dei precari della bonifica in Sicilia fortemente violata dalla norma emanata».